Il 2020 è iniziato in modo decisamente inaspettato per l’economia mondiale. Dai timori legati alle tensioni tra Usa e Iran all’epidemia del Coronavirus di Wuhan, non mancano gli elementi di rischio che inevitabilmente vengono scontati dai mercati.

Il mese di gennaio, denso di fatti di cronaca, si è chiuso poi con una notizia importante, la Brexit, ovvero l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Tale notizia pare abbia un impatto relativamente contenuto e non determinerà effetti immediati sugli scambi a fronte di fattori che oggi mostrano carattere di maggiore rilievo.

Si pensi, ad esempio, all’attenzione mediatica del Coronavirus e all’impatto sui mercati. Sicuramente i mercati più colpiti sono quelli Cinesi ed Asiatici: tra le materie prime la frenata della domanda del petrolio provoca un crollo delle quotazioni, mentre tra i metalli preziosi, si registrano nuovi massimi per l’oro. Analogo movimento accomuna i governativi americani e le valute rifugio come il dollaro e lo yen.

Negli ultimi 25 anni le precedenti epidemie (sars, febbre aviaria, influenza suina, ecc.) tutte di ceppo asiatico, hanno avuto un impatto negativo sui mercati finanziari, ma per periodi non eccessivamente lunghi.  In alcuni casi, già dopo pochi mesi, i mercati hanno registrato una rapida ripresaLa storia spesso tende a ripetersi ma la profondità e la durata dello storno dei mercati è imprevedibile. Gli effetti sull’economia globale sono evidenti: società multinazionali hanno sospeso l’attività in loco, anche le compagnie aeree stanno sospendendo i voli da e per la Cina.

In un mondo globalizzato ed interconnesso una delle teorie che tenta di spiegare il comportamento dei mercati finanziari si basa su un concetto preciso: il caos. Parrebbe un ossimoro ma in realtà l’accezione è puramente matematica. Il “caos” non è sinonimo di “disordine”, indica più che altro un ordine, una sequenza ben definita ma così piena di variabili da essere imprevedibile.

Può il batter d’ali di una farfalla provocare un uragano da un’altra parte del mondo?” Questa semplice domanda, mutuata dalla teoria del caos, rende pienamente l’idea di interdipendenza nella quale si muove la società attuale. La globalizzazione altro non è che un processo di interdipendenze economiche, sociali e tecnologiche i cui effetti positivi e negativi si riflettono su scala mondiale accrescendo il livello di competitività tra tutti gli attori in campo.

Anche il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ieri, in occasione del Congresso Assiom-Forex tenutosi a Brescia, non ha mancato di sottolineare le incertezze sull’economia italiana alla luce degli effetti del Coronavirus sostenendo che, potrebbe essere “temporaneo e contenuto” a “pochi decimi di Pil“, ma non esclude un impatto più significativo rispetto al passato dovuto al maggiore peso commerciale della Cina.

La ripresa, pertanto, dipenderà dall’efficacia delle contromisure adottate in Cina e nei principali paesi a livello globale.

– Jessica D’Amato – Ufficio Finanza Banca Monte Pruno –

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