
E’ stata disposta dal Comune di Eboli l’ordinanza di sospensione immediata dell’attività a carico di un esercizio commerciale situato nel cuore del centro antico cittadino.
Il provvedimento scaturisce a seguito dei controlli congiunti eseguiti nelle scorse settimane dalla Polizia Municipale e dai Carabinieri, sollecitati da una serie di esposti e segnalazioni presentati da residenti, comitati e associazioni del territorio.
I residenti della zona vivevano ormai da tempo una situazione di forte esasperazione a causa della musica ad altissimo volume protratta fino a notte fonda, talvolta persino fino alle 5 del mattino, e del blocco sistematico del piazzale antistante trasformato in sosta selvaggia, che paralizzava la viabilità impedendo a molti cittadini persino di rientrare nelle proprie abitazioni.
Dagli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine e dagli uffici comunali sono emerse gravissime violazioni amministrative, urbanistiche e di sicurezza pubblica come ad esempio attività sproporzionata e abusiva. A fronte di una semplice SCIA di somministrazione per un piccolo locale idoneo a ospitare appena una ventina di persone (meno di 30 mq utili interni dichiarati), l’attività somministrava di fatto alimenti e bevande a centinaia di persone, estendendosi su un terreno pertinenziale di oltre 2.600 mq censito a uso agricolo e privo della necessaria destinazione d’uso.
Inoltre l’area agricola era stata di fatto trasformata in una discoteca a cielo aperto, priva di licenza di pubblico spettacolo, senza valutazione di impatto acustico e con postazioni di amplificazione sonora prive di autorizzazione, oltre all’utilizzo degli spazi interni come parcheggio abusivo per le auto della clientela.
L’insediamento ricade nel centro storico della città (zona omogenea A) e nell’area protetta del Parco Regionale dei Monti Picentini, un contesto altamente vincolato sotto il profilo storico, archeologico e paesaggistico in cui determinate attività non possono essere svolte e dove il regime autorizzativo è stringente e non surrogabile con una semplice SCIA, risultata peraltro mendace.
Per l’illecito ampliamento della superficie di somministrazione, all’attività è stata già contestata una prima sanzione amministrativa pecuniaria di 5.000 euro. La situazione resta tuttavia al vaglio delle autorità.
L’ordinanza emessa oggi impone il divieto assoluto di somministrazione, di intrattenimento danzante e l’inaccessibilità alle aree esterne abusive, concedendo 30 giorni di tempo per il ripristino dello stato dei luoghi. In caso di inottemperanza scatteranno la chiusura coattiva con apposizione dei sigilli e la denuncia all’autorità giudiziaria.


