
Un dramma sconvolge la comunità di Tito dove ieri sera Maria Vittoria Carbone, di 57 anni, è stata ritrovata in casa senza vita.
Ad allertare il 118 sono stati alcuni familiari. I sanitari, insieme ai Carabinieri della Compagnia di Potenza, hanno fatto poi la macabra scoperta. La donna aveva smesso di vivere e presentava un grave trauma al volto.
La salma, a disposizione della Procura della Repubblica di Potenza, è stata trasferita in obitorio in attesa dell’autopsia che servirà a fare luce sulle cause della morte.
Intanto gli inquirenti, che indagano per omicidio e lo stanno facendo a 360 gradi, stanno ascoltando le persone più vicine alla vittima, tra cui il figlio e il suo ex marito. Al momento non si esclude alcuna ipotesi.
Bisognerà capire chi fosse con lei in casa nel momento in cui è morta e ricostruire le ultime ore di vita e i rapporti. Nel frattempo i militari dell’Arma proseguono con rilievi ed analisi nell’abitazione della vittima.
Sulla triste vicenda si è espresso il sindaco di Tito, Fabio Laurino.
“Quello accaduto nelle scorse ore è una tragedia che ha profondamente scosso la nostra comunità. Ci stringiamo al dolore dei familiari e di tutte le persone che hanno conosciuto Maria Vittoria, vittima di un episodio sul quale le autorità competenti stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari – ha dichiarato il sindaco Laurino -. È una vicenda che richiama l’attenzione su una condizione di fragilità che, nel caso specifico, aveva già incontrato un percorso di assistenza sanitaria e non solo e che oggi ci impone una riflessione che non può limitarsi all’emozione del momento. Dobbiamo imparare, ogni giorno, a riconoscere, comprendere e affrontare quelle situazioni di disagio e fragilità che possono svilupparsi anche tra le mura domestiche, spesso lontano dagli occhi degli altri. Per farlo serve la collaborazione di tutti. Ognuno deve fare la propria parte, senza omertà e senza ipocrisie. Solo attraverso una responsabilità condivisa possiamo costruire quella rete solidale di cui tanto si parla, ma che troppo spesso si ferma alle parole, agli slogan e al livello istituzionale più basso”.

