“Facciamoci Luce per curare la Terra” è lo slogan della 25^ edizione dell’Operazione “Luce della Pace di Betlemme”, con la quale viene distribuita in Europa e in Italia la fiamma proveniente dalla lampada perenne nella Chiesa della Natività di Betlemme, come segno di pace e di fratellanza.

Questo fine settimana il Gruppo Scout “Bruno Di Luccio” Agropoli I accoglierà e donerà la “Luce di Betlemme” che quest’anno è dedicata all’ambiente.

La luce sarà accolta domani alle ore 18:00 durante la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e domenica alle ore 18.30 nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli ad Agropoli. La distribuzione della luce della pace si collega con grande sensibilità alla luce verde, quella accesa dai cittadini polacchi per salvare le vite umane dei migranti al confine con la Bielorussia.

“La luce della grotta di Betlemme – fanno sapere dal Gruppo Scout – è un’importante iniziativa che dal 1996 è diffusa in tutto il territorio nazionale, viene proposta da più di 20 anni ad Agropoli e potrà così illuminare il Natale della nostra comunità in questo momento di grande difficoltà. La luce di Betlemme è, infatti, una fiamma che da 25 anni viene accesa alla Grotta della Natività di Betlemme, viene trasportata in aereo (con la massima sicurezza) fino in Austria e poi distribuita in tutt’Europa (e non solo) dallo scoutismo dei vari Paesi. È una fiamma che arde perennemente da moltissimi secoli, alimentata dall’olio donato a turno da tutte le altre nazioni cristiane della terra. Ogni anno a dicembre da quella fiamma ne vengono accese altre, per poi essere distribuite su tutto il pianeta come simbolo di pace e fratellanza fra i popoli. La fiamma simboleggia la pace e la solidarietà e per i cristiani ha un valore particolare: nel Vangelo Gesù viene descritto come la Luce che le tenebre non vinceranno. Questa “Luce di Betlemme” parte da uno dei luoghi più tormentati del mondo e attraverso la sua fiamma invita tutti a incontrarsi, conoscersi, dialogare in una immaginaria grande tavolata il cui centro è illuminato da una fiammella che si consuma in un dono di vera pace”.

“È l’occasione per farsi costruttori di pace – concludono – il lancio di un messaggio che va al di là di ogni pensiero umano, prospettando una soluzione che parte dal cuore di ognuno. ‘Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati Figli di Dio’”.

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