
La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale sui siti idonei ad ospitare depositi di scorie nucleari va avanti, come ha spiegato il Ministro per l’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin in riferimento ai 51 siti individuati nella Carta nazionale delle aree idonee preparata dalla Sogin in 6 regioni, tra le quali c’è la Basilicata. Qui, secondo la Carta, si trovano 10 aree idonee.
“Il deposito delle scorie nucleari non lo vuole nessuno? E allora ne facciamo tre: uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud. E i rifiuti più radioattivi, quelli delle vecchie centrali, li lasciamo all’estero. A pagamento – ha spiegato Pichetto Fratin -. Tutti i giorni produciamo scorie nucleari a bassa e media intensità. In questo momento abbiamo 30 e più siti di stoccaggio. La cosa bella sarebbe ridurli a uno. Altrimenti uno al Nord, uno al Centro e uno al Sud. E’ una valutazione da fare“.
La Sogin, società pubblica per lo smantellamento delle vecchie centrali, ha individuato 51 aree in Italia dove si potrebbe costruire il deposito, ma nessuno dei Comuni interessati ha detto sì. La scelta passa quindi al Ministero dell’Ambiente che dovrà decidere dove realizzare la discarica.
Dopo le dichiarazioni del Ministro iniziano le preoccupazioni dei lucani e tra i primi ad esporsi c’è Piero Lacorazza, capogruppo del Pd in Consiglio regionale.
“A seguito della dichiarazione del Ministro dell’Ambiente sulla procedura per l’individuazione di possibili tre siti, di cui uno al Sud, per il deposito delle scorie nucleari, risuoniamo la sveglia per la Regione Basilicata, a distanza di oltre un paio di mesi dal deposito di una specifica interrogazione consiliare – dichiara -. In attesa che vi sia la risposta, spero nella prossima seduta consiliare e che l’interrogazione nel frattempo abbia acceso già i fari sulla questione. Il territorio lucano è ampiamente coinvolto con numerosi siti idonei e la possibilità paventata dal Ministro Pichetto Frattin di individuare tre siti alza il rischio per la Basilicata”.

