
Attendere 7 mesi per una colonscopia effettuata in regime di Servizio Sanitario Nazionale all’interno delle strutture ospedaliere che fanno capo all’ASL Salerno può sembrare un paradosso. Purtroppo è il reale tempo da attendere per sottoporsi all’importante esame diagnostico che permette di visualizzare il colon e diagnosticare serie patologie per le quali è necessario agire tempestivamente.
Questa mattina la nostra redazione, dopo diverse segnalazioni dei lettori preoccupati per le lunghe liste di attesa, ha telefonato al numero CUP dell’ASL salernitana chiedendo di conoscere le prime date utili per fare una colonscopia in uno degli ospedali della provincia.
La risposta dell’operatore lascia nello sconforto: la data più vicina è il 28 gennaio 2026 all’ospedale di Vallo della Lucania, seguita dal 10 marzo 2026 a quello dell’Immacolata di Sapri, dal 9 giugno 2026 all’ospedale Umberto I di Nocera, per poi concludere con il 7 dicembre dell’anno prossimo al presidio ospedaliero di Sarno. Si passa, dunque, da 7 mesi ad un anno e mezzo per potersi sottoporre all’esame fondamentale per la prevenzione e la diagnosi precoce di patologie del colon-retto, spesso anche di natura oncologica.
L’alternativa? Scegliere di effettuare una colonscopia in regime privato, affrontando costi molto più elevati che possono variare a seconda della struttura e della tipologia di esame (ad esempio, con o senza sedazione).
Abbiamo poi richiamato il numero del CUP per chiedere informazioni in merito alle date di una classica TAC addome completo, l’esame di imaging che utilizza i raggi X per creare immagini dettagliate degli organi e delle strutture all’interno dell’addome, utile a diagnosticare una serie numerosa di patologie, tra cui anche tumori al fegato, pancreas, reni, vescica, ovaie. In questo caso nella giornata odierna le uniche date utili sono il 9 febbraio 2026 all’ospedale di Sapri, il 6 novembre 2025 a Battipaglia e, per i più fortunati, domani all’ospedale di Pagani (in quest’ultimo caso un paziente proveniente dal Vallo di Diano dovrebbe percorrere oltre 100 km di sola andata per recarsi all’appuntamento, per non parlare di chi risiede nel Golfo di Policastro o negli Alburni).
In seguito ad entrambe le telefonate al CUP emerge un dettaglio da sottolineare: i cittadini valdianesi che oggi volessero prenotare una colonscopia o una TAC addome (esami frequenti a cui tanti hanno necessità di sottoporsi) non potrebbero recarsi all’ospedale di Polla perchè nel calendario delle date disponibili attualmente non viene mai citato il “Luigi Curto”.
Questo “test” nasce dall’esigenza di evidenziare quanto sia complicato oggi prendersi cura del proprio stato di salute affidandosi al Servizio Sanitario Nazionale, almeno in Campania e nella nostra provincia. Chiunque potrebbe avere bisogno, anche all’improvviso, di effettuare una colonscopia o una TAC per diagnosticare patologie serie e per le quali c’è bisogno di agire rapidamente. Si parla spesso di prevenzione, ma risulta arduo prevenire e curare al meglio un problema di salute attendendo 7 mesi, se non addirittura un anno, soltanto per giungere ad una diagnosi.
L’alternativa? Rimane purtroppo quella di pagare gli esami nei centri privati. Ma, a questo punto, dove vanno a finire il diritto fondamentale dell’individuo e l’interesse della collettività ?Â

