È in arrivo il DL Sostegno e UNOE (Unione Nazionale Organizzatori Eventi) si augura che ci sia un aiuto alle imprese organizzatrici di eventi e per tutto il comparto che lavora nell’indotto di questo settore: espositori, allestitori, animatori, progettisti, produttori DOP e IGP, artigiani. “Il Decreto Ristori 5 divenuto DL Sostegno speriamo che cambi con il nome anche la musica, perché nessuno prende in considerazione gli organizzatori di eventi” afferma il presidente UNOE Alessandro Pollak.

Fuori dagli schemi di una burocrazia che assomma le Partite Iva, questo difficile settore di piccole e medie imprese è fermo da un anno e ha visto solo ristori con confronti di fatturato solamente relativi ad un mese e non all’intero anno di quasi totale mancanza di entrate, soprattutto nelle regioni rosse. Vi è poi la questione, comune ad altre categorie, della mancata considerazione nei ristori delle start up avviate nel 2019 e quindi in quell’anno prive di fatturato. Spesso si tratta di imprese che sono semplicemente mutate di ragione sociale nel 2019 o a inizio 2020 con la struttura di aziende ventennali e le responsabilità verso i dipendenti.

Abbiamo avuto la pazienza di veder slittare il Ristori 5, ma temiamo ancora una volta di non essere stati considerati dal nuovo Governo” afferma il presidente.

Il DL Ristori precedente prevedeva il sostegno a fondo perduto per la nostra categoria solo per il mese di aprile 2020 a confronto del fatturato 2019 – specifica – ma non possiamo basarci su introiti mensili, poiché nel nostro comparto il fatturato di un singolo mese può essere legato alla realizzazione di un evento e quello dopo può essere pari a zero, quindi va assolutamente cambiata la metodica di assegnazione prendendo in esame l’anno intero”.

UNOE chiede inoltre che i fondi non siano stanziati fino ad esaurimento, ma in modo proporzionale, perché gli organizzatori di eventi di piccole dimensioni verrebbero penalizzati rispetto ai colossi delle grandi fiere internazionali. Lo stesso vorrebbe che la “pace fiscale” prospettata riguardi non solo i giganti dell’economia ma anche le piccolissime imprese che fino ad oggi senza incassi sono comunque state costrette a versare le tasse d’obbligo. Le aziende di UNOE vogliono tornare a lavorare al più presto, almeno per gli eventi all’aria aperta e invocano una pianificazione di sostegno, perché tra la riapertura e la programmazione reale corrono tempistiche importanti in cui gli investimenti a livello di comunicazione, commercializzazione e promozione non sono coperti dal consueto flusso di cassa. Sono oltre 712.000 imprese dirette coinvolte negli eventi, senza contare gli espositori, l’indotto generato intorno a queste attività produttive nei servizi.

Gli organizzatori di eventi e comparti produttivi collegati a convegni e fiere sono 354.999 in Italia, le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche come spettacoli ed eventi dal vivo, ma anche le sfilate di moda sono 5.917, gli organizzatori di feste e cerimonie, le imprese di wedding planning sono 349.606, gli organizzatori di eventi sportivi e di intrattenimento, i gruppi di animazione, gli organizzatori di eventi di hobbistica e collezionismo (tra cui moltissime associazioni culturali) sono 2.049. Tutti questi rientrano nei codici Ateco iscritti all’UNOE. “Spero vivamente che questa volta non ci si trovi di fronte alla consueta dimenticanza di tutte queste persone” conclude il presidente Pollak.

– Chiara Di Miele –

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