Il sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, scrive al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e a quello della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla crisi epidemiologica da COVID-19 che sta colpendo in maniera drammatica il Paese e che impone ai Sindaci l’obbligo di garantire la massima sicurezza dei cittadini ed evitare il più possibile la diffusione del contagio all’esterno dei servizi sanitari adottando misure di prevenzione idonee.

Sono profondamente grato ai medici, agli infermieri, al personale ospedaliero ausiliario, agli operatori socio sanitari, agli operatori delle strutture per anziani e agli operatori del 118 che, in questi giorni di drammatica emergenza, sono in prima linea nella lotta contro la diffusione del coronavirus – scrive -. A loro bisogna essere riconoscenti per la dedizione e l’impegno con cui si stanno prodigando per tutelare il massimo bene pubblico della comunità, ovvero la nostra salute. Lo stanno facendo senza risparmiarsi, sottoponendosi a una grave situazione di stress, sia fisico che mentale, e affrontando il tutto con una professionalità esemplare per quel senso di rispetto delle regole, che, ad oggi, è la sola vera medicina che può aiutarci a ridurre il contagio. So bene il lavoro eccezionale che negli ospedali si sta portando avanti, da settimane, in condizioni rese ancora più critiche dalla mancanza dei presidi di protezione necessari, da turni anche massacranti, e dalla comprensibile paura di venire contagiati, perché, purtroppo, è proprio il personale sanitario ad essere il più esposto all’infezione, che in queste settimane in tutta Italia ha colpito, senza distinzioni di professionalità, medici, infermieri e tante persone impegnate direttamente nelle operazioni di contenimento del virus“.

Per questo Fortunato ricorda l’invito ai concittadini impegnati in prima linea a tutelare innanzitutto sè stessi, ma anche i propri cari.

Nello spirito della doverosa tutela della salute personale, dei propri familiari e della collettività tutta, – spiega – con Ordinanza Sindacale n. 22 del 4 aprile 2020, è stato disposto il divieto di uscire dalla propria abitazione nei confronti del personale sanitario che rientra dai turni di lavoro presso strutture sanitarie, e dei familiari conviventi, per motivi diversi da quelli lavorativi. Tutti i destinatari del provvedimento sono stati da me contattati, prima ancora della pubblicazione dello stesso, affinchè sapessero che i servizi sociali dell’Ente erano onerati, laddove richiesti, di consegnare al loro domicilio i beni di prima necessità e di fornire loro alloggio, a spese del Comune, presso le strutture alberghiere comunali, al fine di prevenire rischi di contagio ai propri familiari conviventi. Oneri puntualmente confluiti in una successiva ordinanza. L’appello a noi Sindaci di attivare questo tipo di tutela, del resto, proviene proprio dai Sindacati Medici che leggono per conoscenza. Ci viene chiesto di stipulare convenzioni con alberghi per ospitare il personale sanitario che, sempre con più forza, esprime la necessità di non voler far rientro nelle proprie abitazioni e dalle proprie famiglie per non rischiare di portare in casa il contagio, soprattutto per chi ha figli piccoli o anziani“.

Fortunato chiarisce che il contenuto dell’ordinanza non è assolutamente “offensivo” della categoria, ma “finalizzato esclusivamente alla tutela della stessa e dei propri congiunti, auspico che le misure adottate con l’Ordinanza Sindacale n. 22 vengano recepite a livello nazionale e che l’attivazione di una convenzione con le strutture alberghiere per l’alloggio a titolo gratuito del personale sanitario, che scelga di vivere il periodo di emergenza lontano dai propri familiari, diventi un obbligo per tutti i Comuni“.

– Chiara Di Miele –

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