L’emergenza Coronavirus ha comportato una serie di problematiche a cui la comunità non era affatto pronta, visto il contagio diffuso e inaspettato verificatosi in Italia in poche settimane. Tra le difficoltà più comuni anche la carenza di Dispositivi di Protezione Individuale, tra cui le ormai note ma purtroppo introvabili mascherine per proteggere il naso e la bocca.

Il dottor Riccardo Marmo, noto professionista della Sanità campana, Responsabile dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’ospedale di Polla e presidente dell’Associazione SANI, mette in evidenza una situazione particolare che vede tante persone provare a realizzare in casa propria i dispositivi. “Capisco l’esigenza, perchè molti non hanno alternative, – spiega il dottore Marmo – ma vorrei mandare un messaggio: poichè come sanitari non abbiamo certezza che i dispositivi prodotti in casa siano realmente efficaci, ciascuno continui a rispettare la distanza di un metro. Posizionare una maschera sulla bocca non riduce l’attenzione ad assembrarsi o a stare insieme. E’ solo un dispositivo aggiuntivo, ma non sostituisce la regola che bisogna mantenere le distanze“.

Un altro punto preso in esame dal dottore Marmo è relativo ai guanti:”Una volta usati, i guanti vanno buttati e non riutilizzati. Servono a proteggersi, ma il lavarsi le mani è ancora più importante. I guanti non rimuovono le regole“.

Non bastano questi due dispositivi per combattere il virus” sottolinea ancora una volta Marmo.

L’Associazione SANI sta per produrre un documento in cui chiede solidarietà per acquistare “dispositivi adeguati per la popolazione e per l’ospedale“.

– Chiara Di Miele –

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