L’emergenza Coronavirus continua a creare non poche problematiche al mondo economico.

Un grido d’aiuto giunge dagli ambulanti che da fine febbraio si sono ritrovati a fare i conti con lo stop dell’attività nei mercati e nelle fiere.

Per questo motivo, ieri, l’Associazione Nazionale Ambulanti ha organizzato in tutte le Piazze italiane un sit-in di protesta. Il sit-in è stato organizzato anche a Teggiano, in Piazza Portello.

La delegazione dell’Associazione Nazionale Ambulanti, infatti, chiede maggiori sicurezze economiche al Governo.

“Siamo i nuovi invisibili – ci racconta Nando Prestigiovanni, Presidente delegato del Vallo di Diano dell’Associazione Nazionale Ambulanti – chiediamo certezze al Governo. La nostra criticità è legata alle leggi assurde delle varie Istituzioni. Tra l’altro, con tutte le restrizioni imposte all’indomani della ripresa dei mercati, la nostra ripartenza è stata sottotono”.

“Non siamo menzionati in nessun Decreto – spiega – abbiamo richiesto 7.500 euro per gli ambulanti a posto fisso e 15mila euro per i fieristi che quest’anno si ritrovano senza feste patronali e fiere. Nessuna risposta. Abbiamo richiesto di non pagare Tosap, Cosap e Tari ma abbiamo avuto solo una sospensione. Questo significa che il pagamento è solo posticipato e noi ci ritroveremo pieni di debiti”.

Prestigiovanni racconta anche i primi giorni di ripresa dei mercati comunali e dell’esperienza vissuta a Polla e Montesano.

“La gente è intimorita – racconta – si prova a ricominciare ma con difficoltà e poca presenza”.

“Non chiediamo l’elemosina dei 600 euro –  aggiunge Prestigiovanni – noi vogliamo solo lavorare con norme meno restrittive”.

Il 3 giugno, a Roma, si svolgerà la manifestazione nazionale a difesa degli ambulanti per chiedere risposte precise al Governo e un incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella.

– Claudia Monaco –

 

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