
Si è riunita questa mattina, nel Palazzo del Governo, la Task force interistituzionale per la prevenzione e il contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura.
L’incontro, presieduto dal Prefetto di Potenza Michele Campanaro, ha rappresentato l’occasione per tracciare un consuntivo delle attività di vigilanza e controllo condotte nel corso del 2026 sul territorio provinciale, nell’ambito di una strategia di intervento che, ormai da quasi quattro anni, vede operare in maniera coordinata le diverse amministrazioni impegnate nella tutela della legalità e della sicurezza del lavoro.
La Task force, modello di intervento integrato costituito nel giugno 2022 su impulso del Prefetto Campanaro, rappresenta uno degli strumenti operativi di una più ampia e articolata strategia di prevenzione e contrasto al caporalato, sviluppata lungo due direttrici complementari: da un lato la prevenzione, attraverso la promozione di condizioni di regolare inserimento lavorativo; dall’altro, il contrasto delle situazioni di illegalità, mediante una programmazione coordinata delle attività di vigilanza e controllo.
L’attività della Task force si affianca e si integra con gli interventi realizzati nell’ambito del progetto nazionale “A.L.T. Caporalato”, giunto quest’anno alla sua terza edizione, che prevede controlli congiunti e coinvolgimento di professionalità specialistiche, anche attraverso il supporto dei mediatori culturali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM).
Nel corso della riunione sono stati illustrati gli esiti delle sette settimane di attività ispettiva svolte a partire dal mese di marzo nell’ambito del progetto “Alt Caporalato T.R.E. – Tutela Resilienza ed Emersione”. I controlli hanno visto il coinvolgimento degli ispettori ordinari e tecnici dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, degli ispettori dell’INPS, dei tecnici della prevenzione dell’Azienda Sanitaria di Potenza, dei componenti del Nucleo Ispettivo del Lavoro dell’Arma dei Carabinieri e dei mediatori culturali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Complessivamente sono state ispezionate 100 imprese agricole, delle quali 23 sono risultate irregolari, e controllate le posizioni di 418 lavoratori, di cui 147 italiani, 28 cittadini comunitari e 243 extracomunitari. Tra questi ultimi, le nazionalità maggiormente rappresentate sono risultate quella indiana con 60 lavoratori, quella del Bangladesh con 54 e quelle del Burkina Faso e della Tunisia, entrambe con 36 lavoratori. La platea dei lavoratori controllati è risultata composta prevalentemente da uomini, 364, rispetto alle 54 donne.
L’attività ispettiva ha consentito di individuare 12 lavoratori impiegati in nero, mentre nei confronti di 2 imprese è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività. Le sanzioni complessivamente elevate ammontano a 101.362 euro e comprendono anche violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, relative alla sorveglianza sanitaria, alla prevenzione del rischio da calore, alla conformità degli ambienti lavorativi, all’aggiornamento dei documenti di valutazione dei rischi e alla sicurezza di macchinari e attrezzature. Nel corso delle verifiche non sono emerse ipotesi di reato riconducibili alla fattispecie di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Gli interventi hanno interessato le principali aree agricole della provincia, dal Vulture-Melfese alla Val d’Agri, dal senisese al lagonegrese e al Pollino, fino alla zona nord-occidentale del territorio provinciale. Una distribuzione territoriale che testimonia la capillarità dell’azione ispettiva e l’attenzione rivolta alle diverse realtà produttive del comparto agricolo, attraverso una programmazione degli interventi finalizzata a garantire un presidio coordinato ed efficace.
La prosecuzione delle verifiche consentirà di consolidare il quadro conoscitivo delle condizioni lavorative nel comparto agricolo provinciale e di mantenere costante l’azione di prevenzione e contrasto delle irregolarità.
“I risultati illustrati oggi confermano il valore di una scelta che abbiamo compiuto negli anni, quando abbiamo deciso di affrontare il fenomeno del caporalato attraverso una strategia strutturata, fondata sulla collaborazione tra tutte le istituzioni e gli organismi che, a diverso titolo, operano nel mondo del lavoro agricolo – ha ribadito il Prefetto -. La costituzione della Task force interistituzionale risponde proprio a questa esigenza: superare la frammentarietà degli interventi e costruire un sistema capace di coniugare prevenzione, vigilanza, controllo e tutela dei lavoratori. Il fatto che, nell’ambito delle verifiche effettuate, non siano emerse fattispecie riconducibili al reato di caporalato è certamente un dato positivo, che accogliamo con soddisfazione, ma che non deve indurci ad abbassare la guardia. Le irregolarità riscontrate dimostrano, infatti, quanto sia importante continuare a presidiare il territorio, soprattutto nei contesti nei quali la stagionalità del lavoro e le condizioni di vulnerabilità di una parte della manodopera possono favorire situazioni di sfruttamento. Pertanto, la nostra attenzione rimane alta e il nostro impegno costante. Perché contrastare il caporalato non significa soltanto reprimere comportamenti illeciti, ma anche creare le condizioni affinché ogni lavoratore possa vedere riconosciuti i propri diritti e ogni impresa possa operare in un contesto di legalità e di concorrenza leale”.


