Lettera aperta di Elisabetta D’Elia, consigliere con delega all’Istruzione del Comune di Sant’Arsenio, in merito alla questione Scuola Media

Come donna di scuola e come delegata al ramo dell’Amministrazione Comunale di Sant’Arsenio mi corre l’obbligo di provare a fare chiarezza circa lo stato dell’arte della millantata “sezione staccata” di un corso di Scuola Secondaria di I grado, (comunemente Scuola Media) presso il Comune di San Pietro al Tanagro. Un atto dovuto soprattutto in un momento storico imprevisto ed imprevedibile come l’attuale, in cui ciascuna parte dovrebbe catalizzare i propri sforzi per dare certezze all’utenza anziché alimentare ulteriori preoccupazioni tra le famiglie.

Al netto del disegno legittimo da parte del Sindaco Domenico Quaranta volto ad ottenere una sezione staccata anche della Scuola Media presso il territorio comunale di San Pietro al Tanagro, va ribadito con chiarezza che per l’anno scolastico 2020/21 questa non è stata autorizzata da nessuna Delibera della Giunta Regionale Campania alla quale compete la definizione delle rete scolastica sul territorio regionale. Apprezzabile, quanto doveroso da parte del primo cittadino di un Ente Locale, invece, la messa a disposizione del Dirigente Scolastico dell’I.C. di Sant’Arsenio di spazi da adibire ad aule scolastiche presso il proprio territorio di competenza al fine di sostenere le misure di sicurezza e di distanziamento previste dalla Linee Guida del Comitato Tecnico Nazionale e dal Piano Scuola 2020/21 per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Va subito detto che la stessa Dirigente Scolastica, Dott.ssa Antonella Vairo, con il supporto del Responsabile della sicurezza dell’Istituto “Gorga” di Sant’Arsenio, ha da tempo effettuato un sopralluogo presso i locali di San Pietro per verificarne la compatibilità e accertata questa sì è attivata subito per richiedere personale collaboratore scolastico e personale docente necessari per assicurare il funzionamento delle classi.

Su questa eventualità va ribadito con forza, anche in questa sede, che l’eventuale delocalizzazione di una o più classi presso il plesso di San Pietro non comporterà nessun trasferimento coattivo o forzato di alunni a meno che le famiglie lo chiedano espressamente e deliberatamente. In caso di richiesta di trasferimento presso ogni altro plesso diverso da quelli insistenti nel territorio comunale di Sant’Arsenio non potrà purtroppo essere assicurato il trasporto scuolabus in quanto le misure anti- Covid impongono un distanziamento all’interno del mezzo e uno scaglionamento dell’entrata e dell’uscita da scuola che implica tempi molto dilatati nonché un’organizzazione assai complessa.

Per quanto di competenza della mia Amministrazione Comunale, oltre ai locali di prossima consegna dell’ala Sud della Scuola Media, sono stati messi a disposizione della Dirigenza ulteriori spazi affinchè tutti gli alunni rientrino in piena sicurezza. In questa ottica si sono intercettati anche fondi europei per 15.000,00 euro volti all’acquisto di banchi monoposto e arredi compatibili con le misure anti-Covid. E’ allo studio anche un progetto di pre e post scuola, gestito da educatrici del terzo settore, teso ad accogliere e ad intrattenere in sicurezza gli alunni prima dell’inizio delle lezioni e/o in procinto di riprendere lo scuolabus per il ritorno a casa dopo la fine di queste.

A margine di queste doverose precisazioni, sento di fare alcune considerazioni di tipo tecnico circa la paventata richiesta di nulla osta di massa da parte delle famiglie di San Pietro per trasferire i propri figli presso l’I.C. “G.Pascoli” di Teggiano. Se l’obiettivo è quello, già apprezzato, di consentire la frequenza della scuola in luogo prossimo alla propria residenza in tempo di Covid-19 va da sé che deve ricorrere la disponibilità di personale aggiuntivo come per il Comprensivo di Sant’Arsenio, anche per quello di Teggiano, come per altro per ogni scuola italiana che abbia optato per questa soluzione. Cosa che alla data di oggi non è dato di sapere perché gli uffici competenti, dal Ministero agli Ambiti territoriali provinciali, non hanno dato nessuna comunicazione certa in merito. Da non trascurare che una volta ottenuto il nulla osta dal Comprensivo di Sant’Arsenio a quello di Teggiano, in caso di mancata dotazione di personale aggiuntivo necessario, gli alunni ormai trasferiti potrebbero trovarsi iscritti negli elenchi delle classi funzionanti presso il plesso di scuola media di Teggiano centro storico o di San Rufo, ammesso che gli indici di massima capienza imposte dalle misure anti Covid lo consentano, con conseguenze immaginabili per le famiglie.

Al Sindaco Quaranta mi sia consentito di segnalare che quello che oggi potrebbe apparire una scelta con favore di popolo, ovvero quello di dare la possibilità a ciascun alunno di frequentare le scuole “vicino casa”, negli anni successivi si potrebbe rivelare una scelta scempia perché per ottenere l’autorizzazione del funzionamento di una sola classe sono necessari ben 18 alunni iscritti, senza deroghe anche in presenza di alunni H. Pertanto, visto il trend negativo delle nascite, specialmente nei nostri piccoli comuni, il Ministero, non senza una buona dose di fortuna, potrà autorizzare al massimo le cosiddette e promiscue “pluriclassi” (classi con alunni appartenenti ad anni di corso diversi- Es. alunni di I media con quelli di III) con grave pregiudizio in termini di esiti dell’apprendimento e della stessa organizzazione di ciascuna classe. (La normativa di riferimento è il DPR 81 del 2009).

Perché dunque queste “spinte in avanti” del tutto avverse alla prossimità territoriale tra i Comuni di Sant’Arsenio e quello di San Pietro al Tanagro e in rotta di collisione con i rapporti istituzionali storicamente caratterizzati dal rispetto reciproco delle idee e da sinergie di azioni?

– Elisabetta D’Elia –

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