Lo tsunami della pandemia ha cambiato anche il modo di affrontare la diabetologia e l’endocrinologia.

Se n’è discusso nell’aula magna “Maria Ruocco” dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri in occasione dell’apertura delle Giornate Endocrinologiche Cilentane, giunte alla sesta edizione e che proseguiranno domani nella città della Spigolatrice per terminare il prossimo 7 maggio all’Hotel Certosa di Padula.

Le giornate di studio e di approfondimento sono state organizzate con il patrocinio di Asl Salerno, Ordine dei Medici ed Odontoiatri della Provincia di Salerno, Comuni di Sapri, Vibonati e Padula, Ams (Associazione Medici Diabetologi), Simdo (Società Italiana Metabolismo, Diabete, Obesità), Lions Club Certosa Padula, “Carmine Speranza” OdV, Associazione Diabetici Cilento e Vallo di Diano ed il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, in collaborazione con la sezione regionale “Campania Molise” di Sie (Società Italiana di Endocrinologia). Tra i temi trattati nel primo modulo, autoimmunità e Covid con Giuseppe Bellastella, professore associato presso il dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

“Molte delle patologie endocrine che trattiamo comunemente sono su base autoimmune, ossia scatenate da una risposta eccessiva del sistema immune che va in qualche modo ad aggredire anche le cellule del nostro organismo – sottolinea ad Ondanews il professor Bellastella – Quando parliamo di autoimmunità in campo endocrino gli autoanticorpi che vengono a formarsi aggrediscono la tiroide, l’ipofisi, il surrene, le gonadi ed il pancreas. Si è visto che i numeri di casi di diabete, nei soggetti esposti a Covid-19, stanno diventando molto più frequenti poiché questo virus per entrare nell’organismo utilizza l’aggancio alla proteina Ace-2; questo facilita l’aggressione diretta del virus al livello ghiandolare, una risposta infiammatoria e l’attivazione autoimmune con la risposta di anticorpi che possono poi determinare le malattie endocrine più comuni, quali ipotiroidismo ed ipertiroidismo, insufficienza cortico-surrenalica e, nel maschio una produzione di anticorpi che possono inficiare la fertilità maschile”.

“L’infezione da Sars-Cov 2 – aggiunge la dottoressa Maria Rosaria Pizzo, che insieme al dottor Pasquale Sabatino è la responsabile scientifica delle Giornate Endocrinologiche Cilentane – può essere considerata un trigger, ossia un grilletto attivatore di una serie di processi immunitari che sicuramente hanno impattato con il mondo delle patologie endocrine. Già sono stati avviati studi al riguardo, ad esempio su pazienti affetti da patologie croniche con diabete mellito di tipo 2. Nei pazienti affetti da carenza da vitamina D, essendo quest’ultima immunomodulatore, c’è stato un aggravamento della prognosi. Il focus della giornata è l’approfondimento dell’infezione da Sars-Cov 2 nell’evoluzione delle patologie endocrine e, non ultimi, gli effetti dei vaccini sulle patologie autoimmuni. Questa pandemia ci ha insegnato un nuovo modo di essere medici”.

Tra gli interventi, aperti dai saluti istituzionali del sindaco di Sapri Antonio Gentile e del direttore sanitario dell’ospedale di Sapri Claudio Mondelli, anche quelli delle dottoresse Anna Maria Angelone (responsabile U.O.C Medicina presso l’ospedale di Sapri) e Lucia Brusco (Endocrinologa U.O.C Medicina generale presso l’ospedale di Sapri) con alcune testimonianze dei mesi di pandemia nella quotidianità del lavoro ospedaliero, della professoressa Carla Di Somma (Università degli Studi di “Federico II” di Napoli) su metabolismo osseo, vitamina D e Covid e del professor Mario Vitale, primario di Endocrinologia all’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni Di Dio e Ruggi D’Aragona” di Salerno.

 

 

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