Minacce, ingiurie e aggressioni verbali in una guardia medica. L’episodio è accaduto a Battipaglia, vittima la dottoressa Titti D’Ambrosio, 34enne salernitana, responsabile dello Sportello Giovani e revisore dei conti dell’Ordine dei Medici di Salerno, che ha raccontato tutti sui social.

Un uomo, ubriaco, si è presentato in guardia medica chiedendo con violenza un certificato che attestasse la lussazione della spalla in modo tale da giustificare l’assenza a lavoro, ma ha rifiutato di farsi visitare dalla dottoressa che si trovava insieme ad un collega. L’uomo è così diventato violento ed ha iniziato a sferrare cazzotti contro il portone d’ingresso e una finestra che i sanitari utilizzano per comunicare con gli utenti.

Ormai non c’è più rispetto per nulla – scrive la D’Ambrosio -. Tutto è una pretesa, un obbligo un condizionamento, perché non c’è più l’arcaica usanza di dialogare, di confrontarsi. Ormai è la legge del più forte, di chi per primo alza la voce, di chi sferra il primo pugno, la prima invettiva o la prima minaccia”.

Dopo le prime minacce i due medici hanno immediatamente allertato le Forze dell’Ordine.

Abbiamo sperato che in quei 40 minuti d’attesa dei soccorsi il padreterno ce la mandasse buona – afferma la dottoressa -. Durante il tuo turno hai la responsabilità di te, di chi lavora con te, degli altri pazienti che ignari afferiscono al tuo servizio perché bisognevoli”.

Si riapra una sana e produttiva discussione sulla sicurezza degli operatori sanitari – continua – soprattutto di chi lavora di notte, si inaspriscano le pene, si cerchino sistemi di arrivo dei soccorsi più celeri perché nessuno resti solo mentre svolge il proprio lavoro a servizio degli altri. Il tizio in questione è stato preso in custodia dalle Forze dell’Ordine ma la mattina successiva era nuovamente davanti al bar, nei pressi della guardia medica”.

– Paola Federico –

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