È originaria di Policastro Bussentino la coreografa e danzatrice Antonella Perazzo, direttrice della Movin’ Beat Music & Dance Company. Con la compagnia di cui è coreografa e regista ha debuttato nel 2011. Una delle sue ultime creazioni è TRIP: movimento che danza, un viaggio nell’arte, dal genio psichedelico di Leonardo Da Vinci alla passione e ardore di Frida Kahlo all’irrealismo di forme di Fernando Botero. Musiche inedite, in uno spazio non definito, elettro/acustico, che si fondono come colori su di una tela ancora da dipingere.

Nel 2019, la coreografa ha conseguito importanti traguardi artistici con TRIP. Ce li racconta la stessa Antonella Perazzo.

  • Che cos’è TRIP, la creatura che tante soddisfazioni ti sta dando?

È un viaggio coreografico e musicale che punta ad evidenziare tre differenti periodi storici, artistici e culturali. Parte da Botero, la ricerca del colore tenue e delle forme bizzarre, che l’artista persegue nelle sue opere. In TRIP danza un disegno giocoso, a tratti grottesco, in una chiave contemporanea e stilizzata. Il viaggio continua con i colori del dolore di Frida Kahlo. Passionalit̀à e ardore nel flamenco/tap di apertura del primo quadro, richiamo alla fisicità malata dell’artista. Il corpo acquista suono, con una body percussion forte e urlata, riluttante verso ogni tipo di convenzione sociale. TRIP si completa col richiamo al Grande Genio Leonardo Da Vinci, artista e studioso, conoscitore matematico e progettista. Leonardo Psychedelic Genius, perchè TRIP non ha la presunzione di narrare del Genio Vinciano, ma di prendere spunto dalla psichedelia della sua mente. La musica suona di un BEAT originale tra acustico ed elettronico, ma caldo e quasi rinascimentale. Per la prima volta nel nostro Paese, le macchine di Leonardo Da Vinci vestono danzatori e performers, in un’esplosione tridimensionale di giochi psichedelici e meccanismi rotanti e cangianti.

  • Qual è la visione artistica contenuta in TRIP?

Affascinata da sempre dalle principali forme d’arte (pittura, scultura, architettura e letteratura), in TRIP ho raggiunto una maturità di pensiero, volendo portare in scena una suggestione visiva e musicale capace di descrivere appieno il contributo all’arte di questi fantastici artisti. Il punto forte della compagnia e davvero unico, è far danzare elementi scenografici, indossati dai performers. Ogni costume creato richiama un artista o il particolare momento storico culturale in cui ha vissuto; in tal modo le macchine di Leonardo Da Vinci prendono vita e danza, l’uomo vitruviano diventa 3D, i quadri di Botero si gonfiano fino a scoppiare e il palcoscenico si trasforma in circo goffo; infine Frida, in un’eterna passionalità e dolore fisico e mentale, cercando di non cadere mai nel banale e mantenendo l’attenzione dello spettatore sempre viva.

Per anni ho lavorato in compagnie internazionali di danza fisica e di illusione coreografica, come prima danzatrice e capo balletto, ho girato il mondo e i migliori teatri, anche i peggiori però (Russia, Cina, Sud America, Stati Uniti, Europa) e ho affinato un senso di bellezza quasi assoluto per tutto ciò che è arte, e ho deciso di dedicarmi in prima persona, mettendoci la firma. Così è partita l’avventura di MOVIN’ BEAT COMPANY, la mia compagnia. Il debutto con MOVIN’ BEAT all’Alvin Ailey Theatre di New York è stata la mia più grande soddisfazione, poi quest’anno l’Auditorium Parco della Musica in Roma con la straordinaria Maria Rosaria Omaggio, artista a 360 gradi; insieme abbiamo creato “LEONARDO – Psychedelic Genius” per il 500enario della scomparsa del grande Genio Vinciano.

Ma, ancora prima, il debutto con TRIP a Sala Consilina nella rassegna Teatro in Sala il 22 dicembre 2018 è stato il nostro portafortuna. Dopo, la compagnia ha suscitato interesse e curiosità anche a Milano, e così il 13 settembre scorso anche il pubblico milanese ci ha scaldati con lunghi applausi al Teatro Martinitt, con mia e nostra grande soddisfazione.

– Progetti futuri?

Sto lavorando ad attrezzistica scenica del tutto nuova e i musicisti stanno componendo, musica inedita, studiata esclusivamente per la nostra nuova creatura “CERCHI QUADRATI – Pablo Picasso“. Sono stata spesso in Spagna e a Malaga, visitandone la casa natale, a Madrid studiando le sue opere geniali. Rapita completamente da un uomo che ha destrutturato il modo di intendere l’arte pittorica dando vita alla corrente del Cubismo. Scrivendone la regia, ho immaginato di entrare in un mondo parallelo, uscire fuori dal coro; mentre tutto scorre è difficile riuscire a crearsi una propria identità, il rischio è sempre quello di essere considerati un po’ pazzi oppure geniali; il confine è sottile. Ai posteri l’ardua sentenza; noi intanto rischiamo!

– Carlo Maucioni –

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