Il Prefetto di Salerno, in attuazione dell’art. 11, comma 2, del decreto legislativo n. 235/2012 (“Legge Severino”) ha disposto la sospensione dalla carica del Sindaco del Comune di Eboli Massimo Cariello, recentemente riconfermato alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre.

Il provvedimento è stato adottato a seguito dell’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, eseguita stamattina, con la quale il primo cittadino è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari nell’ambito di un’attività di indagine condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. Il provvedimento del Prefetto è stato trasmesso al Presidente del Consiglio comunale di Eboli per la notifica ai consiglieri.

Sull’arresto di Cariello giungono le dichiarazioni del parlamentare ebolitano del Movimento 5 Stelle, Cosimo Adelizzi.La mia città non meritava di ricevere questo schiaffo. La notizia ha suscitato clamore, stupore e delusione tra i cittadini che, rieleggendolo, hanno manifestato la volontà di riporre in lui fiducia e speranza per il futuro” afferma.








E sottolinea:”L’accaduto è sicuramente uno spunto sul quale gli ebolitani avranno tanto da riflettere, ma la prima riflessione deve spettare alla politica locale e a tutti coloro i quali hanno il doveroso compito di fare delle scelte. La priorità su cui concentrare ogni singolo sforzo deve essere la tutela dei cittadini; per questo bisogna necessariamente scegliere le persone sulla base di valori essenziali quali storia, competenza e reputazione“.

Non è mia intenzione strumentalizzare questa vicenda – continua Adelizzi – sulla quale la Magistratura, in cui ripongo piena fiducia, con l’ausilio delle Forze dell’Ordine, che ringrazio per il lavoro svolto, farà il suo corso e chiarirà ogni singola responsabilità. Ma nel frattempo non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo. C’è bisogno, ora più che mai, di rimboccarsi le maniche per il futuro di Eboli e degli ebolitani, concentrandosi sulle soluzioni di cui ha bisogno la città e selezionando una classe dirigente capace di gestire la cosa pubblica solo ed esclusivamente nell’interesse dei cittadini. Può sembrare un concetto scontato ma non lo è, e non ci possiamo permettere altro“.

– Chiara Di Miele –

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