
Il GIP del Tribunale di Roma ha archiviato il procedimento a carico del giornalista e scrittore Roberto Saviano, querelato per diffamazione da Vincenzo De Luca, all’epoca Presidente della Regione, per quanto detto nel programma Piazzapulita il 4 maggio 2023.
Saviano aveva definito la sua gestione della Campania “familista”, “affaristica” e “drammatica” e lui un “satrapo” dopo l’esclusione dello scrittore dal palinsesto del Festival di Ravello. La Procura aveva chiesto l’archiviazione, ma De Luca si era opposto, fino alla recente pronuncia del GIP di Roma.
“Le mie parole avevano una base fattuale sufficiente per il legittimo esercizio del diritto di critica politica – scrive Saviano -. Avevo pronunciato termini obiettivamente ruvidi e provocatori, ma non per ciò solo esorbitanti dai limiti di continenza. Sull’esclusione da Ravello, che portò alle dimissioni del direttore Antonio Scurati, il giudice riconosce un sufficiente riscontro fattuale e una certa condivisione della scelta da parte di De Luca“.
“C’è poi un principio che, come afferma la Corte EDU, riguarda tutti: chi esercita il potere deve accettare una critica più intensa di quella rivolta a un privato. Il diritto dei cittadini a partecipare alla vita democratica viene prima della pretesa del potere di essere al riparo dalle critiche. Ho usato parole dure. Ho criticato il potere. Continuerò a usare le parole che ritengo necessarie, soprattutto quando servono a raccontare il potere. Ringrazio le avvocate del PEN Roma e l’avvocato Antonio Nobile che mi hanno difeso” conclude.

