Nell’ambito dei lavori dell’ “Osservatorio per il monitoraggio degli effetti sull’economia delle riforme della giustizia” presieduto da Paola Severino, il Ministero della Giustizia ha diffuso dei dati di un’analisi sulle performance dei Tribunali e, nella fattispecie, della giustizia civile, che si è concentrata su circa 2 milioni di cause complesse (37,5% del totale nazionale) su un totale di 5 milioni di pendenti di ogni grado e ufficio.

L’analisi, resa possibile dal nuovo sistema di datawarehouse realizzato dalla Direzione Generale di Statistica del Ministero della Giustizia, evidenzia che, nonostante un lieve miglioramento, la performance complessiva continua a rimanere distante dai riferimenti europei. Il miglioramento rappresenta il 5% all’anno negli ultimi cinque anni; un procedimento dura, a livello medio, due anni e mezzo in primo grado e nove anni con la Cassazione. I procedimenti civili pendenti sono calati dal 2009 del 15% (quasi 800.000 pratiche). Calo dovuto anche alla riduzione della litigiosità ottenuta grazie alla mediazione e all’aumento dei costi di avvio dei procedimenti. Ma, nonostante ciò, esistono quasi 590.000 procedimenti pendenti in Tribunale con anzianità superiore a 3 anni e oltre 70.000 pendenti da più di 8 anni. La performance italiana, in termini di durata media del giudizio di primo grado, non è solo lontana da quella dei migliori paesi, ma è anche due volte più lunga della media.

Ai fini dell’analisi sono stati presi in considerazione due indicatori fondamentali, la durata delle cause e la percentuale di cause ultratriennali giacenti in primo grado. Ovviamente è presente una graduatoria con i tribunali che hanno fatto rilevare migliori performance o performance medie. Ma, nota dolens, il Ministero ha diffuso anche i dati dei tribunali in cui si registrano performance sotto la media, riportate in ordine di durata dei procedimenti. In un elenco di 75 tribunali italiani con performance sotto media, quello di Lagonegro si posiziona soltanto al 65° posto, con il 34,1% di cause ultratriennali e una durata che va ben oltre i 24 mesi. Non è messo meglio il Tribunale di Vallo della Lucania, al posto immediatamente successivo e con il 51,7% delle cause che durano da oltre tre anni e una durata che supera i due anni.

Lascia riflettere (con amarezza, anche) il fatto che nella metà inferiore della classifica si ritrovino molti di quei tribunali che, in seguito alla riforma della geografia giudiziaria, hanno dovuto accorpare a sè i presìdi di giustizia soppressi, tra cui Foggia, Patti, Ragusa, Catanzaro, Vicenza, Cosenza, Avellino e lo stesso Tribunale di Lagonegro che, ormai da quasi due anni, ha inglobato il soppresso Tribunale di Sala Consilina in quella che, agli occhi di tutti e fin dall’inizio, è sembrata una decisione quantomeno illogica, viste le dimensioni dell’accorpante e la sua appartenenza ad una Regione diversa. Si intravede quindi una notevole distanza dalle linee guida dettate dall’Europa e dai risultati di altri Paesi, che lascia l’amaro in bocca a quanti, negli ultimi anni, si sono battuti affinchè non venisse scippato ai cittadini valdianesi l’ennesimo servizio essenziale. Così non è stato. E i dati odierni sono eloquenti.

– Chiara Di Miele – 


 

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