La pubertà precoce è un problema raro che si presenta in bambine ancora immature e che può preoccupare molto i genitori. Il corpo inizia a trasformarsi prima del tempo con un’accelerazione dello sviluppo dei caratteri sessuali: per effetto, dunque, crescono velocemente in altezza ma poi il picco si esaurisce e da adulti hanno una statura inferiore alla media.

La sua attivazione in anticipo può comportare problemi a livello sociale e psicologico. Se la diagnosi interviene precocemente è possibile usare dei farmaci per rallentare la pubertà. L’Unità Operativa Complessa di Pediatria dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia, dove si trova l’ambulatorio Endocrinologia pediatrica diretto dal dottore Salvatore Guercio Nuzio, è da qualche giorno centro prescrittore del farmaco utilizzato per contrastare la pubertà precoce. Sarà possibile effettuare la diagnosi, la terapia ed il follow up gestendo completamente questa condizione sempre più diffusa e frequente principalmente fra le bambine. I pediatri della provincia di Salerno, dunque, dinanzi ad un caso sospetto di pubertà precoce potranno indirizzare i piccoli assistiti a Battipaglia.

Un traguardo doppiamente importante: per l’ASL Salerno, perché siamo gli unici prescrittori aziendali di questo importante farmaco in età pediatrica e soprattutto per i genitori dell’intera provincia di Salerno, che per tali patologie sono obbligati a viaggi della speranza verso Napoli, Roma o addirittura mete ancora più lontane” spiega il dottore Guercio Nuzio a cui abbiamo rivolto qualche domanda su questa novità.

  • Cos’è la pubertà precoce?

Si tratta dei sintomi tipici della pubertà in un periodo non fisiologico che compaiono prima degli 8 anni. Colpisce le femminucce in stragrande maggioranza, nei maschietti è più rara. Prima degli 8 anni, dunque, compare il sintomo ‘principe’ che è il bottone mammario perchè si verifica l’attivazione di alcuni ormoni che nella fase pre-puberale sono silenti. In seguito compaiono peluria ascellare, peluria pubica ed i sintomi tipici del periodo. Non parliamo di ciclo mestruale perché è una fase conclusiva del percorso. Per diagnosticare la pubertà precoce è necessario stimolare questi ormoni e si devono fare dei test diagnostici che non si possono effettuare nelle Pediatrie comuni ma in quelle specialistiche con competenze. Il servizio che noi offriamo, dunque, è anche questo: diagnosi e poi eventuale prescrizione. E’ ovvio che se ci sono casi particolari, tipo un caso legato ad un maschietto, noi abbiamo un riferimento con il Policlinico “Federico II”, quindi i casi più spinosi li studiamo insieme. E’ una sorta di rete che permette al genitore di affidarsi ed essere seguito.

  • Uno studio osservazionale coordinato dall’ospedale “Bambino Gesù” di Roma che ha coinvolto i centri di Endocrinologia pediatrica parla di un aumento dei casi di pubertà precoce negli ultimi anni. Perché?

Si, sono raddoppiati. Il periodo stressante legato al Covid-19, tra isolamenti e quarantene, ha determinato un aumento, già registrato anche in precedenza. Stimoli visivi, auditivi e tipo di alimentazione sono le maggiori cause che possono determinare questa condizione. Il tutto è legato al nostro modus vivendi fatto di cose cucinate velocemente, fast food, stress.

  • Cosa comporta?

La pubertà precoce comporta un aspetto psicologico innanzitutto, perché già tra la seconda e la terza elementare è una cosa importante da far vivere alla bambina e al familiare. La condizione precoce può determinare un’accelerazione della crescita che poi si arresta senza procedere ulteriormente, determinando una statura inferiore alla media. L’aspetto psicologico è stato quello, ahimè, più diffuso. L’aumento dei casi, tuttavia, negli ultimi anni ha permesso di vivere con maggiore tranquillità la situazione portando anche al confronto con altre persone e vivere il tutto quasi con naturalezza.

  • Per un genitore può essere difficile spiegare questa condizione ai propri figli?

Sì, perchè il genitore può non essere pronto sotto questo punto di vista. Dalla mia esperienza, però, noto una maggiore tranquillità nell’apprendere e spiegare questo aspetto e non è vissuto come caso anomalo. Il genitore deve imparare che queste cose, negli anni, tenderanno ad anticiparsi molto di più per il modo di vivere ormai adottato.

  • Il farmaco disponibile a Battipaglia a cosa serve?

Il farmaco, la Triptorelina, serve a inibire questa attivazione e a bloccare il processo a monte. Quindi questi ormoni che vanno ad aumentare la ghiandola mammaria vengono ridotti e inibiti a livello ipofisario. Si tratta di una siringa intramuscolare che blocca il processo: quando ci sarà un’età più tranquilla fermeremo la terapia e faremo in modo che la bimba proceda autonomamente nel suo percorso.

  • Cosa vuole aggiungere, in conclusione?

E’ una situazione che non deve destare preoccupazione, è una condizione ormonale che però deve essere seguita. Ringrazio il Direttore sanitario e l’ospedale di Battipaglia che hanno creduto in questo progetto e mi hanno permesso di avviare questo tipo di approccio specialistico.

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