Il 18 marzo 2017 prima picchiò la sua compagna in un’abitazione situata nel centro storico di Potenza, e poi la colpì con un coltello e a bastonate, ferendola. Per questo motivo un uomo potentino di 64 anni è stato condannato a nove anni di reclusione con l’accusa di tentato omicidio.

La decisione del Tribunale di Potenza è avvenuta a seguito della conclusione del processo celebrato con il rito abbreviato, davanti al giudice per l’udienza preliminare. Le indagini avrebbero appurato che le violenze andavano avanti da tempo, e non era quella la prima volta che i due litigavano, visto che ci sarebbero stati in precedenza già altri litigi, oltre a percosse e minacce.

L’uomo, pentitosi per quanto fatto, qualche mese dopo il fatto scrisse una lettera all’ormai ex compagna, scusandosi per quanto accaduto e chiedendo perdono.

L’aggressione nacque a seguito di un litigio per futili motivi, e si consumò davanti agli occhi dei figli della coppia, prima all’interno dell’appartamento e poi dal balcone, quando tutto continuò all’esterno. La donna, colpita al capo, provò a sfuggire alla rabbia dell’uomo, raggiungendo l’esterno dell’abitazione. Ma l’uomo riuscì comunque a bloccarla e colpirla con un coltello, oltre a tentare di strangolarla.

Il tutto a pochi passi dalla sede del Comando Provinciale dei Carabinieri, che giunsero immediatamente. Ma, poco prima di loro, fu un carabiniere di passaggio a salvare la donna e dividere i due. L’uomo, all’arrivo degli altri militari, venne subito arrestato, e la donna ricoverata all’ospedale “San Carlo” di Potenza con una commozione cerebrale e trauma cranico.

Ieri il riconoscimento della colpevolezza dell’uomo.

– Claudio Buono –

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