E’ un vulcano di simpatia e solarità, ma anche una donna particolarmente sensibile e sempre pronta ad offrire delle piccole pillole di saggezza, anche popolare, ai tanti che la seguono. Stiamo parlando di Rebecca De Pasquale, nota per aver preso parte al “Grande Fratello 14” ma ormai diventata un personaggio social seguito e apprezzato da tantissimi follower. Rebecca, nata e cresciuta ad Eboli, da tempo vive in Toscana ma non ha mai abbandonato la sua terra di origine, dove fa ritorno di frequente.

Nelle sue quotidiane dirette su Fb e Instagram non mancano i riferimenti alle tradizioni, soprattutto gastronomiche, del Meridione, così come battute e proverbi tipicamente campani, ma anche messaggi importanti e che toccano diverse tematiche sociali, tra cui l’omofobia e le recenti discussioni in merito al Ddl Zan. Rebecca è nata come Sabatino e, nel corso della sua vita, ha incontrato la Fede entrando nel monastero di Montecassino come monaco benedettino. Dopo il noviziato è diventata don Mauro, trasferendosi così al Convento di Cava de’ Tirreni. Fin quando, a 21 anni, decide di ritornare a casa e di vivere la vita che desidera da tempo, quella nei panni di Rebecca. Autoironica, divertente, sagace e diretta, oggi vive la quotidianità di una donna dedita alla casa, alla buona cucina, alla vita all’aria aperta e ai suoi tantissimi fan che la seguono da tutta Italia.

L’abbiamo intervistata, toccando vari argomenti, dal suo percorso di vita alla sua amata Eboli, passando per le recenti affermazioni del Vaticano sul Ddl Zan e per il successo sui social.

  • Rebecca, la tua è una storia speciale e dal sapore di libertà. Hai scelto, dopo un’esperienza monastica, di vivere appieno la tua natura femminile. Ce ne puoi parlare?

Ognuno di noi ha la propria storia. Non ho scelto, ma ho voluto vivere come mi è sempre piaciuto, da Rebecca. Senza mai dimenticare il mio passato, senza mai piangermi addosso, senza rattristare la mia quotidianità, perchè ho detto “Devo vivere, reagire, affrontare. Per essere felice devo essere me stessa!”. Il monastero non è stato un rifugio, ma un sollievo per la mia anima ed è stata una bella esperienza che tuttora porto nel cuore e nei momenti bui e di solitudine mi aiuta ad affrontare la quotidianità ripensando al don Mauro che sono stato.

  • Prima l’esperienza al “Grande Fratello”, poi il successo sui social dove sei molto amata e seguita. Come ti senti oggi in questa nuova veste di personaggio mediatico e che, soprattutto, può lanciare messaggi importanti?

Non mi sono mai sentita personaggio, perchè ognuno di noi ha le sue capacità e qualità. Certo, mi hanno conosciuta tramite il “Grande Fratello”, ma poi tutto sta nel mantenere l’onda da cavalcare, se ti viene data un’opportunità in qualsiasi momento della vita. Cerco sempre di essere me stessa, amando la quotidianità, pulendo casa, passeggiando e condividendo tutto quello che faccio con i miei amori “biscottini”.

  • Di te colpiscono la schiettezza e la libertà nell’esprimere ogni tuo pensiero. È merito del tuo percorso?

La libertà, la schiettezza, quello che penso e dico è tutto merito della mia esperienza personale, del mio percorso. Ho sempre detto le cose che penso in faccia, anche se a volte non si viene amati se si dice ciò che si pensa. Meglio la verità che sparlare alle spalle, ti valorizza di più!

  • Vivi in Toscana ma sei tanto legata alla tua Eboli. Cosa hai portato con te delle tue radici?

Delle mie radici ho portato tutto! Il calore del Sud, l’armonia di noi meridionali: siamo diversi, abbiamo i colori, siamo persone che armonizzano anche un semplice uovo fritto nel piatto. E’ bello quando ciò viene apprezzato anche dai toscani, che sono simili a noi. Già soltanto una battuta campana viene capita da tutti e fa sorridere tutti.

  •  Qual è il tuo punto di vista sul Ddl Zan e sulle recenti dichiarazioni giunte dal Vaticano?

Il Ddl Zan va approvato! Non tutela soltanto la comunità LGBT. Ho sempre sostenuto che bisogna difendere i deboli, con le loro preoccupazioni e i loro “disagi”, perchè non si deve più essere derisi dagli ignoranti. La cattiveria uccide, l’ignoranza massacra, basta! E poi troppi chiacchiericci anche dalla comunità LGBT: lavoriamo in silenzio, facciamoci valere, non sbattiamo troppo le ali, perchè dobbiamo iniziare a rispettare prima noi stessi e accettare anche quello che ci viene detto dall’altra parte. Il Vaticano? Ha tanto da guardare nei suoi cassonetti, sia della differenziata sia nei bauli delle proprie camere.

  • “Io mi battezzo Rebecca” è il titolo della tua biografia. Puoi regalare qualche dettaglio a chi ha intenzione di leggerlo?

E’ il libro che sta riscuotendo tanto successo, scritto dalla mia cara compaesana Raffaella Iannece Bonora. Parla di me, del mio coraggio, del mio amore verso Rebecca, di essere sè stessi. Mai nascondersi, perchè prima o poi si resta abbagliati dalla luce vera e propria della natura. Chi ha intenzione di leggerlo si può incuriosire, può prendere magari spunto. Essere coraggiosi, la vita è fatta di attributi….e vanno utilizzati!

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