
Si è svolta questa mattina nella Sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo a Padula la XXIII edizione del Premio internazionale “Joe Petrosino”.
Il riconoscimento è assegnato a personalità distintesi per l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata e nella difesa della legalità, nel ricordo del poliziotto padulese. Giuseppe Petrosino nacque a Padula il 30 agosto 1860 ed emigrò con la famiglia negli Stati Uniti nel 1873. Entrato nella Polizia di New York, si occupò della criminalità organizzata italiana e della “Mano Nera”. Tornato in Italia per una missione investigativa, fu ucciso a Palermo il 12 marzo 1909. È considerato un pioniere della lotta al crimine organizzato.
Il premio, promosso dall‘Associazione Internazionale Joe Petrosino, moderato mirabilmente dalla giornalista Lucia Serino, è stato conferito a Lirio Abbate, giornalista d’inchiesta e saggista, ai Sostituti Procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, al Maggiore Ulisse, Comandante della sezione CRIMOR dei ROS dei Carabinieri, al testimone di giustizia Gianfranco Franciosi. A questi vanno aggiunte cinque Benemerenze andate al Sostituto Procuratore della Repubblica Procura di Napoli Direzione Distrettuale Antimafia Celestina Carrano, al Tenente Colonnello dei Carabinieri Gianluigi Marmora, al Capitano della Guardia di Finanza Luca Patrizi e agli Ispettori della Polizia di Stato della Questura di Potenza Gianpiero Ricotta e Antonio D’Alvano.
Presenti il Sindaco di Padula Michela Cimino, il pronipote del poliziotto, Nino Melito Petrosino, il Cavaliere Michael Lemma, le autorità civili e militari e gli studenti del Liceo Scientifico “Pisacane”.
A fare gli onori di casa è stato Vincenzo Petrizzo, Presidente dell’Associazione: “Il premio non vuole celebrare ma mettere in evidenza gli esempi di uomini e donne che hanno contribuito alla difesa della legalità e della giustizia. A tutti loro va la nostra riconoscenza. Ma oggi voglio rivolgere un pensiero ai giovani. La memoria deve diventare educazione, cultura, responsabilità. A loro dobbiamo dire che la legalità riguarda ognuno di noi, come affrontiamo le difficoltà? Come trattiamo gli altri? Il modo più concreto per onorare Joe è costruire una società dove il rispetto delle regole è un valore. Grazie a questa nostra terra, Padula, che custodisce la memoria di un suo figlio”.
Un saluto è giunto anche da Nino Melito Petrosino, che ringraziando i presenti ha rimarcato il valore della memoria ricordando gli aneddoti raccontati dal nonno Michele, fratello di Joe.
Toccante l’intervento del Cavaliere Lemma: “Ho molto a cuore la giustizia. La giustizia è parte della mia missione, è riflesso di un sentimento profondo, quello della speranza. La speranza non può esistere senza giustizia e viceversa. La giustizia non deve limitarsi alle leggi e al Codice Penale, essa è molto di più. Spesso mi sono chiesto dove fosse. In una stanza di ospedale? Avevo un anno, entrai in coma. Qualche giorno dopo sono uscito dal coma, 17mila prelievi, e qui ho sperimentato il significato profondo di giustizia. Perchè un bambino deve conoscere il dolore prima della vita? Essere giusti significa restituire qualcosa di cui si è stati privati. La malattia oggi è mia fedele compagna, dov’è la giustizia nel dolore? Forse la più grande forma di giustizia nasce dalla speranza, quando non ci arrendiamo alle ingiustizie che abbiamo incontrato nella vita. Camminare nella paura, essere luce e faro per gli altri. Non possiamo scegliere la battaglia ma possiamo scegliere da che parte stare”.
“Sono onorato per questo Premio – ha affermato il Sostituto Procuratore Ferracane – Petrosino lo paragono ad un gigante. E’ stato caparbio, tenace, che alza l’asticella attuando scelte investigative, consapevole del rischio”. Ferracane e Cerreti hanno condotto l’inchiesta Hydra, un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano che ha svelato la presunta esistenza di un consorzio tra le tre mafie storiche in Lombardia.
“Il giornalismo non emette sentenze, provvedimenti cautelari, cerca solo di accendere i riflettori su fatti rilevanti – ha invece detto Abbate – è la notizia che deve suscitare dubbi, rilievi sociali. Lavora su strade parallele rispetto agli investigatori e accende l’attenzione su fatti lasciati senza attenzione”.
Videomessaggi sono giunti poi dalla dottoressa Cerreti, dal Maggiore Ulisse e dal testimone di giustizia Franciosi.
Benemerenze, tra gli altri, ai due Ispettori Ricotta e D’Alvano che lo scorso 14 febbraio con elevato spirito di servizio hanno assicurato alla giustizia tre persone dedite ad attività predatorie, insieme all’Arma dei Carabinieri, dopo un inseguimento avvenuto nel Vallo di Diano.
Il Premio si svolge con l’alto patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Ministero dell’Interno e della Regione Campania.


