
Coinvolgono anche l’A2 del Mediterraneo nel tratto di Eboli le proteste degli autotrasportatori in sciopero dalla mezzanotte e che stanno bloccando buona parte del Sud Italia. La mobilitazione, proclamata per contrastare l’aumento del prezzo del gasolio e dei costi di gestione, ha portato al blocco dello svincolo autostradale di Eboli, facendo seguito ad altre proteste che stanno interessando le zone di Nola e di Caserta, il tratto Nocera-Pagani, ma anche Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia, dove si manifestava già precedentemente.
La Sottosezione di Polizia Stradale di Eboli, agli ordini dell’Ispettore Cosimo Di Cicco, dal primo pomeriggio per questioni di sicurezza ha provveduto a chiudere l’uscita di Eboli per tutelare gli automobilisti in un tratto spesso scenario di tragici incidenti. Il traffico risulta rallentato tra Battipaglia e Campagna.
Nel Meridione sono centinaia gli autotrasportatori radunati con presidi e blocchi spontanei ai caselli autostradali e lungo le principali Statali, e qui a dare supporto sono intervenuti anche gli agricoltori con i trattori. I camionisti lamentano l’insostenibilità dei costi di esercizio, con il rincaro del gasolio che ha inciso sulla tenuta di piccole e medie imprese di trasporto. Chiedono, dunque, il taglio delle accise e misure sui pedaggi.
I blocchi, inoltre, stanno causando l’arrivo a rilento del carburante in molti distributori che rischiano di restare a secco e delle merci alimentari. Sia in Val d’Agri che nel Vallo di Diano sono diversi i distributori di carburante in cui si fanno lunghe file per il rifornimento o dove il gasolio è terminato sia ieri che nella mattinata odierna.
Intanto le associazioni dei consumatori temono il rischio di trovare nei prossimi giorni gli scaffali dei supermercati sprovvisti dei beni di prima necessità e i sindacati spronano il Governo ad evitare che la protesta sfoci in un fermo generale nazionale. Fa discutere in queste ore la risposta del Ministro delle Politiche Agricole Francesco Lollobrigida agli scioperanti. “Manifestare è lecito e degno di rispetto – afferma – bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato. Rispetto le istanze di tutti, ma considero grave e intollerabile che milioni di italiani rischino, a causa di blocchi stradali, di vedere negozi privi di merce o con prezzi molto più alti che aggravano la condizione di molte famiglie. Invito a garantire la circolazione e gli approvvigionamenti. Arrecare danno ad altri per tutelare le proprie posizioni non è giusto. Molti prodotti presenti sui camion, fermati contro la volontà di chi li conduce, saranno inutilizzabili, arrecando un danno economico alle imprese, ai lavoratori del settore e ai cittadini tutti. Non c’è mai alcuna giustificazione nel violare le leggi e, soprattutto, nel danneggiare altri cittadini”.




