
Questa mattina i militari delle Stazioni Carabinieri di Agerola e di Sant’Antonio Abate hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di otto persone indagate per i delitti di rissa aggravata, porto illegale in luogo pubblico di oggetti atti ad offendere, danneggiamento aggravato, violazione del DASPO e violazione dell’art. 6 bis della legge 401/1989.
Nello specifico, il provvedimento ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di uno degli indagati e delle misure coercitive dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti degli atri sette indagati.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica ed espletate dai militari dell’Arma dei Carabinieri, consistite nell’accurata analisi di molteplici sistemi di videosorveglianza privati presenti in zona, nell’assunzione di sommarie informazioni e nei successivi controlli stradali, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli attuali indagati, i quali, in occasione dell’incontro di calcio “Agerola – Ebolitana” valevole per il campionato di Eccellenza, disputatosi il 28 settembre dello scorso anno, immediatamente dopo la fine della partita, avrebbero preso parte ad una violenta rissa.
In particolare, nel corso della rissa, alcuni tifosi ultras della squadra di calcio di Sant’ Antonio Abate avrebbero trasportato a bordo di un’auto numerosi bastoni in legno, poi messi a disposizione dei complici per armarsi; altri tifosi dell’Ebolitana avrebbero scagliato sassi e bastoni verso i veicoli della tifoseria opposta e colpito l’auto, provocando la rottura del parabrezza posteriore, e uno dei tifosi ebolitani avrebbe utilizzato la propria cintura come oggetto contundente per colpire gli avversari.
All’interno del contesto criminale, uno degli indagati, sebbene sottoposto al DASPO per 4 anni, avrebbe violato le prescrizioni dell’autorità recandosi nei luoghi di sosta e transito dei tifosi. Il grave quadro indiziario a carico degli indagati è stato ulteriormente corroborato dalle perquisizioni domiciliari eseguite dai militari che hanno permesso di ritrovare presso l’abitazione di uno degli indagati gli indumenti utilizzati durante gli scontri. L’identificazione del conducente dell’auto coinvolta sarebbe stata infine confermata dalla falsità della denuncia di sinistro presentata alla società di noleggio della vettura, con la quale l’indagato avrebbe tentato di giustificare i danni al lunotto posteriore della stessa, asserendo l’impatto accidentale di quest’ultima con un ferro sporgente.
Il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari, la misura cautelare eseguita è suscettibile di impugnazione dinanzi al Tribunale del riesame e i destinatari della stessa non possono ritenersi colpevoli fino alla sentenza definitiva di condanna, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.


