
Ieri i militari del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, su disposizione della Procura di Vallo della Lucania, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo del GIP relativo ad una struttura ricettiva in corso di realizzazione in località Piana di Velia ad Ascea Marina, in prossimità dell’area archeologica di Velia.
Il sequestro è stato disposto ritenendo che l’autorizzazione emessa dallo Sportello Unico per le Attività Produttive Cilento (SUAP) il 10 agosto 2009, con la quale si consentiva la realizzazione del manufatto, e la successiva Determina dello Sportello Unico per l’Edilizia (SUE) del Comune di Ascea del 13 novembre 2018, sarebbero state emesse in violazione degli articoli 1 e 2 della Legge Regionale n. 5 del 2005.
Questa legge, infatti, istituisce una zona di riqualificazione paesistico-ambientale intorno all’antica città di Velia nella quale è vietato, fino all’approvazione del Piano particolareggiato di riqualificazione (non ancora avvenuta), apportare ogni modifica dell’assetto del territorio o realizzare qualsiasi opera edilizia, fatta eccezione per gli interventi conservativi e di restauro dell’esistente e con una deroga per le opere pubbliche o di interesse pubblico, a condizione che i progetti siano approvati anche dalle competenti Soprintendenze, in conformità agli obiettivi del redigendo Piano particolareggiato.
Nel caso di specie la realizzazione di una struttura ricettiva destinata ad albergo non è stata ritenuta dal P.M., a differenza di quanto affermato in alcuni atti della Pubblica Amministrazione, come opera di interesse pubblico ed era, in ogni caso, priva dell’approvazione del progetto da parte della Soprintendenza prevista come obbligatoria dall’articolo 2 della Legge Regionale.
L’opera edilizia, inoltre, sarebbe stata realizzata dopo che le autorizzazioni amministrative a costruire erano divenute inefficaci, essendo scaduto il termine di un anno dal rilascio del titolo per l’inizio dei lavori che, come risulta da alcune fotogrammetrie satellitari prodotte dal consulente tecnico del P.M., a quasi quattro anni dalla data di comunicazione di inizio dei lavori non erano ancora iniziati. L’edificio sottoposto a sequestro con relativa area di pertinenza ha un’estensione di superficie totale di circa 2.000 metri quadrati.
La trasmissione della notizia di reato dai Carabinieri del Parco ha consentito l’immediato avvio delle indagini con i relativi approfondimenti investigativi, vista la particolare importanza che l’attività svolta dal Reparto Carabinieri Parco riveste per la tutela delle bellezze paesistiche e culturali del Cilento. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari ed i provvedimenti emessi saranno oggetto di valutazione nel corso del giudizio. Gli indagati sono da considerare innocenti fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.


