
Il confronto tra Regione Basilicata e CGIL, CISL e UIL sul ticket farmaceutico di 2,50 euro per ricetta produce un primo risultato significativo, introducendo maggiori tutele per le fasce economicamente più deboli e aprendo una nuova fase di confronto sulle prospettive della sanità pubblica lucana. È quanto sottolineano le segreterie regionali dei sindacati e la delegazione al termine del Tavolo Sanità , che ha portato alla definizione di un’intesa con importanti correttivi rispetto al provvedimento iniziale.
L’accordo amplia la platea delle esenzioni, introducendo una nuova soglia di reddito familiare inferiore a 15mila euro, elevata a 22mila euro in presenza del coniuge e incrementata di 516 euro per ogni figlio a carico. Tra i beneficiari, in presenza dei requisiti previsti, rientrano anche i lavoratori interessati dalla cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. Restano confermate le tutele per disoccupati, pensionati al minimo, titolari di assegno sociale e cittadini con particolari condizioni di fragilità sanitaria. Per i cittadini non rientranti nelle categorie esenti l’applicazione della compartecipazione è limitata ad un numero massimo di 30 ricette nel corso dell’anno solare.
Un risultato che CGIL, CISL e UIL considerano frutto della mobilitazione unitaria e di un confronto sindacale condotto con responsabilità , determinazione e capacità di proposta. Un elemento qualificante dell’intesa riguarda la temporaneità del provvedimento, la cui validità è fissata al 31 dicembre 2027, con una prima verifica già entro la fine dell’anno in corso, dopo il bimestre iniziale di applicazione, per valutare gli effetti della misura e introdurre eventuali ulteriori modifiche migliorative.
“Abbiamo sostenuto fin dall’inizio che la tutela della salute non può prescindere dalle condizioni economiche delle persone. Il principio dell’equità deve orientare ogni scelta, soprattutto quando riguarda lavoratori, pensionati e famiglie che già sopportano il peso dell’inflazione, della perdita del potere d’acquisto e delle difficoltà economiche” affermano le tre organizzazioni sindacali. Tuttavia, il confronto sul ticket deve essere letto nel quadro più complessivo delle criticità finanziarie del sistema sanitario regionale: “L’obiettivo fondamentale è anche quello di provare a scongiurare un aumento indiscriminato dell’addizionale regionale IRPEF, che finirebbe per aggravare ulteriormente la pressione fiscale sui contribuenti lucani, colpendo in particolare i redditi da lavoro e da pensione. Non possiamo permettere che le difficoltà della sanità si traducano automaticamente in nuove tasse e nuovi sacrifici per le famiglie”.
Il passaggio più rilevante del confronto riguarda la costituzione di un Tavolo permanente tra Regione e organizzazioni sindacali, chiamato ad affrontare nel merito e in maniera strutturale le problematiche che da anni condizionano la qualità e l’accessibilità dei servizi sanitari in Basilicata. Dall’abbattimento delle liste d’attesa al rafforzamento della medicina territoriale, dalla carenza di personale sanitario alla riorganizzazione della rete ospedaliera, dalla riduzione della mobilità sanitaria passiva alla tutela delle persone anziane e non autosufficienti, fino al controllo della spesa farmaceutica.
Le organizzazioni sindacali esprimono forte preoccupazione rispetto al rischio di un eventuale commissariamento della sanità regionale: “Ci opporremo con tutte le nostre forze a qualsiasi prospettiva di commissariamento della sanità lucana. Non possiamo accettare che le criticità accumulate negli anni possano determinare una perdita di autonomia nelle scelte e ulteriori conseguenze negative per cittadini e lavoratori. Occorre assumersi fino in fondo la responsabilità di risanare e rilanciare il sistema sanitario regionale, attraverso una programmazione rigorosa, trasparente e condivisa“.

