
E’ stata approvata alla Camera dei Deputati la nuova legge elettorale “Stabilicum” con 227 sì e 164 no.
L’impianto di base è proporzionale, con diverse circoscrizioni: i partiti ottengono seggi in proporzione ai voti. A questo si aggiunge un premio di governabilità. Se nessuna coalizione raggiunge il 42%, il sistema resta un proporzionale puro. Il premio scatta solo se una coalizione supera quella soglia.
La riforma prevede la reintroduzione delle preferenze con un meccanismo misto: sulla scheda ci sarà una lista di 7 nomi, sotto al capolista bloccato, altri sei nomi accanto ai quali si può mettere la propria crocetta per esprimere fino a tre scelte con alternanza di genere. Nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione di liste nei collegi uninominali, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60%. Non è prevista, come invece accade nel Rosatellum, per i capilista una quota di genere 60 a 40.
Sale da 1.500 a 6mila il numero minimo di firme per collegio che chi non è in Parlamento deve raccogliere per correre alle elezioni. Resta esentato, come previsto nella legge attuale, chi ha due gruppi in Parlamento, così come, in base a una modifica introdotta alla Camera, chi ha almeno un gruppo formatosi entro il 31 dicembre 2025, come, ad esempio Italia viva e Azione. Per chi, come +Europa o FnV ha una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento il numero delle firme da raccogliere resta come quello attuale tra 1.500 e 2mila a collegio. Per l’Estero (dove vengono richieste tra 500 e mille sottoscrizioni di residenti nell’area) è esentato chi ha almeno un eletto in uno dei due rami.
La legge individua un tetto per il numero dei parlamentari che si possono ottenere sommando quelli ottenuti a quelli del premio: si tratta al massimo di 220 deputati e 113 senatori.
La riforma rende possibile il voto fuorisede nel luogo in cui si è temporaneamente domiciliati da almeno 9 mesi (tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure) iscrivendosi entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni nell’apposito Albo. Durante la discussione in Senato questa possibilità è stata estesa ai caregiver per i familiari o figli ricoverati in una regione diversa da quella nella quale si è iscritti nelle liste elettorali.
Sulla nuova riforma elettorale interviene il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Attilio Pierro, componente della Commissione Agricoltura.
“Agli italiani della legge elettorale interessa veramente poco –ha detto Pierro -. L’unica cosa che contava, scegliere direttamente i propri eletti, è stata bocciata con la presa in giro delle preferenze farlocche. Il vero problema degli italiani è un altro: far fronte al costo dei carburanti per il mondo agricolo e per le imbarcazioni dei pescatori. Chi lavora la terra non può programmare se il gasolio pesa più del raccolto e le barche non possono salpare perché sempre il gasolio pesa più del pescato. Futuro Nazionale deve stare, e starà, dalla parte degli agricoltori e dei pescatori, delle imprese agricole, di chi ogni giorno tiene in piedi filiere, territori e lavoro. Le chiacchiere sul sistema elettorale possono aspettare. Il prezzo del carburante no”.


