
“Questo decreto non è stato un atto di governo, è stato un atto di obbedienza. La scadenza per salvaguardare la filiera delle bioplastiche era nota da mesi: l’obbligo di compostabilità andava in vigore prima del 12 agosto 2026. Si è atteso il richiamo della Commissione e si è chiuso con un decreto d’agosto, quattro giorni prima del termine”.
A dirlo è Attilio Pierro, deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, dopo il via libera dell’Aula della Camera al decreto imballaggi.
“Chiamarla straordinaria necessità e urgenza è stato un insulto all’articolo 77 della Costituzione – afferma – Il testo andava convertito entro il 6 ottobre e alla Camera non si è chiesto di legiferare: si è chiesto di firmare. Si è proclamata la tutela delle bioplastiche, ma è rimasto il divieto dei piatti monouso, che non distingue tra plastica che inquina e plastica che si composta. Le imprese restano legate a una deroga che Bruxelles non ha mai accettato e anche le esenzioni per l’ortofrutta dipendono da decisioni successive della Commissione”.
“Sanzioni fino a 25mila euro, in alcuni casi quadruplicabili e obbligo rinviato al 2030: un obbligo che per quattro anni nessuno è tenuto a rispettare non è un obbligo. Chi produce ha bisogno di regole certe, non di una rincorsa all’ultimo minuto. Per questo Futuro Nazionale ha votato contro” conclude.


