
Scontro tra due auto nell’area industriale di Viggiano–Grumento, a pochi passi dal Centro Oli Eni.
L’impatto si è verificato per cause in fase di accertamento e per le operazioni di soccorso ai conducenti si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e dei sanitari del 118. Toccherà ai Carabinieri fare luce sulla dinamica mentre su quanto accaduto intervengono i sindacati Uil/Uilm Basilicata e Cgil/Fiom Basilicata per sottolineare quella che definiscono “una realtà ormai inaccettabile“.
“Quando si parla di estrazione petrolifera, royalties e sfruttamento delle risorse della Basilicata sono tutti presenti – tuonano i segretari Giovanni Galgano ed Emanuele De Nicola – ma quando bisogna garantire concretamente la sicurezza dei lavoratori non sembra interessare più a nessuno. Questa è la dura realtà del distretto industriale Eni più importante della regione: centinaia di lavoratori, automobili, mezzi aziendali e veicoli pesanti percorrono ogni giorno strade pericolose e incroci con scarsa visibilità, mentre istituzioni ed enti competenti continuano a rimanere immobili”.
“Ma quale sviluppo può esistere se un lavoratore deve mettere a rischio la propria vita anche solo per raggiungere il posto di lavoro? – continuano – La Val d’Agri viene considerata strategica quando bisogna estrarre petrolio e sfruttare le risorse. Diventa improvvisamente periferica e dimenticata quando si chiedono strade sicure, illuminazione adeguata, segnaletica, manutenzione e interventi sugli incroci più pericolosi. Non vogliamo più ascoltare giustificazioni, promesse o dichiarazioni di circostanza dopo ogni incidente. Chiediamo un sopralluogo immediato, un piano complessivo per la viabilità del distretto industriale e interventi urgenti e verificabili. Se dovesse accadere qualcosa di ancora più grave, nessuno potrà dire di non sapere. La situazione è conosciuta, i pericoli sono evidenti e le segnalazioni sono state fatte. La sicurezza non può fermarsi davanti ai cancelli delle aziende. Chi governa il territorio e chi amministra l’area industriale deve assumersi finalmente le proprie responsabilità. Il petrolio della Val d’Agri interessa a molti. Della vita e della sicurezza dei lavoratori, invece, interessa davvero a qualcuno?“.


