
Il Punto Nascita dell’ospedale Immacolata di Sapri va verso la chiusura definitiva. A confermarlo è la sentenza del TAR Campania, depositata oggi. I giudici hanno respinto i ricorsi presentati da una serie di Comuni del territorio contro la decisione della Regione Campania. Alla base del pronunciamento ci sono anche i numeri dell’attività del Punto Nascita.
Gli standard nazionali indicano in 500 il numero di parti annui come riferimento. A Sapri, secondo i dati richiamati nel procedimento, i parti sono stati 188. Per il TAR un volume così contenuto non garantirebbe una continuità sufficiente dell’esperienza necessaria nella gestione delle emergenze ostetriche. I Comuni avevano contestato la decisione, richiamando soprattutto la particolare posizione geografica del territorio. Al centro delle preoccupazioni anche i tempi di collegamento con l’ospedale di Vallo della Lucania. Argomentazioni che, secondo il TAR, non sono risultate sufficienti a giustificare una deroga.
La sentenza richiama inoltre i pareri espressi dal Ministero della Salute e dal Comitato Percorso Nascita Nazionale. A Sapri dovrebbe essere prevista una guardia ginecologica e ostetrica attiva 24 ore su 24, per garantire la gestione delle situazioni urgenti e non differibili. Quando necessario, sarà invece disposto il trasferimento verso una struttura adeguata. Tra i riferimenti c’è l’ospedale di Vallo della Lucania e, per i casi che lo richiedono, un presidio dotato di Terapia Intensiva Neonatale.
La sentenza, dunque, non rappresenta la conclusione della vicenda. Ed in merito arriva la dichiarazione di Luciano De Geronimo, presidente del Comitato di Lotta in difesa dell’ospedale di Sapri. “Dopo la sentenza della magistratura, dettata dall’assenza di una chiara scelta della politica regionale, è tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità – tuona De Geronimo -. Già da mesi i tecnici della Regione Campania avevano elaborato una delibera per riorganizzare la sanità , superando i rigidi parametri numerici della legge Balduzzi e garantendo la sicurezza sui percorsi dei Punti Nascita anziché sui singoli numeri di parti. Un documento fondamentale che avrebbe salvaguardato il nostro presidio e l’intera rete della denatalità campana, ma che stranamente è stato bloccato e mai portato all’ordine del giorno in Giunta. Di fronte a questo stallo non possiamo restare a guardare. A breve incontreremo il sindaco di Sapri e promuoveremo un’azione forte insieme a tutti i sindaci del Distretto 71 per pretendere dalla Regione una decisione politica concreta. Non ci interessa la mera etichetta o il nome con cui si definisce il Punto Nascita, ma pretendiamo che i codici di percorso non vengano separati per evitare che tutto il territorio finisca nei guai. Entro metà settimana saremo in Aula consiliare per definire i passaggi operativi: sulla salute e sulla pelle delle persone non si scherza e condurremo questa battaglia fino in fondo per tutelare il Punto Nascita e l’operatività di tutti i reparti dell’ospedale di Sapri“.
Ora la partita passa alla Regione Campania, all’ASL Salerno e alla politica locale e regionale. L’Azienda Sanitaria dovrà tradurre la decisione in atti concreti e stabilire il cronoprogramma della chiusura. Resta da capire come verranno organizzati i trasferimenti e quali garanzie saranno assicurate alle future mamme. Per il territorio del Golfo di Policastro si apre quindi una nuova fase. Una fase nella quale tempi, collegamenti e organizzazione dell’assistenza saranno elementi decisivi.
Mercoledi 23 settembre alle 18.00 nell’Aula consiliare di Sapri si terrà un’assemblea pubblica indetta dal Comitato di Lotta sulla tematica.


