
“Quello che mi ha aiutato è stato imparare ad ascoltarmi, accettare anche le mie fragilità e capire che avere dei momenti di dubbio non significa essere deboli. Significa essere umani. E spesso è proprio nei momenti in cui pensi di esserti persa che inizi a capire davvero chi vuoi diventare” Michela Imparato – Imparato Service
- Prima dell’inizio in azienda, qual è stata la prima lezione di vita che ti ha formato?
Prima ancora di entrare in azienda, la prima grande lezione di vita che mi ha formato è stata capire che nulla è scontato e che, nella vita, bisogna imparare a contare prima di tutto su sé stessi. Ho imparato che le difficoltà, anche quelle che in alcuni momenti sembrano più grandi di noi, possono diventare occasioni per crescere, conoscersi meglio e trovare una forza che non pensavamo di avere. È stato proprio questo a insegnarmi a non arrendermi davanti agli ostacoli e a trasformare gli errori e le delusioni in esperienza. Credo che ancora oggi sia una delle lezioni che porto maggiormente nel mio modo di vivere e di lavorare: avere ambizione, ma anche la capacità di rialzarsi ogni volta e continuare a costruire.
- Spesso dall’esterno si vede solo il successo: qual è stato il momento di solitudine o di dubbio più grande che hai dovuto affrontare in silenzio?
Credo che uno dei momenti più difficili sia stato proprio quello in cui, mentre dall’esterno sembrava che tutto procedesse nel modo giusto, dentro di me avevo tanti dubbi e poche certezze. Ci sono stati momenti in cui mi sono chiesta se stessi facendo davvero le scelte giuste, se il percorso che avevo intrapreso fosse quello che desideravo e, soprattutto, se fossi all’altezza delle responsabilità che avevo scelto di assumermi. La parte più difficile è stata imparare a convivere con queste domande senza avere sempre qualcuno a cui dare voce.
Ho scoperto che la solitudine non è necessariamente essere soli: a volte significa sentirsi soli proprio quando tutti pensano che tu sia forte e che non abbia bisogno di nulla. Quello che mi ha aiutato è stato imparare ad ascoltarmi, accettare anche le mie fragilità e capire che avere dei momenti di dubbio non significa essere deboli. Significa essere umani. E spesso è proprio nei momenti in cui pensi di esserti persa che inizi a capire davvero chi vuoi diventare.
- Quando la giornata finisce e sei sola a casa chi è la persona che ritrovi nello specchio?
Quando la giornata finisce e torno a casa, davanti allo specchio ritrovo una donna che forse non è ancora arrivata esattamente dove vorrebbe essere, ma che ha imparato a conoscersi molto più profondamente. Ritrovo una donna determinata, ambiziosa, che spesso pretende molto da sé stessa, ma anche una donna sensibile, che sente tutto in maniera intensa e che a volte si porta dentro domande e fragilità che gli altri non vedono. Negli anni ho capito che non voglio più essere semplicemente quella che sembra forte agli occhi degli altri. Voglio essere una persona che sta bene con sé stessa, che sa scegliere ciò che le fa bene e che non ha paura di cambiare strada quando qualcosa non la rende più felice.
Quello che vedo oggi nello specchio, quindi, è soprattutto una donna in evoluzione. Non perfetta, non arrivata, ma consapevole che la parte più importante del successo è riuscire a non perdersi mentre si costruisce tutto il resto.
- Guarda queste opere, qual è quella che descrive meglio come ti senti in questo momento della tua vita e perché?
In questo momento della mia vita sento il bisogno di tornare alla libertà, alla leggerezza e alla spontaneità. La danza rappresentata da Matisse mi trasmette proprio questo: persone che si tengono per mano, che si muovono insieme, ma allo stesso tempo sono libere. Mi riconosco in quell’immagine perché sto imparando a trovare un equilibrio tra ciò che sono stata, ciò che ho costruito e ciò che desidero ancora diventare. Per molto tempo ho pensato che essere forti significasse avere tutto sotto controllo. Oggi penso che la vera forza sia anche lasciarsi andare, seguire il proprio ritmo e avere il coraggio di scegliere ciò che ci fa stare bene.
- Che cos’è per te la felicità?
Per me la felicità oggi è sentirmi in pace con me stessa. Per molto tempo ho pensato che fosse legata ai traguardi, alle soddisfazioni, al lavoro, alle cose che riuscivo a costruire. Oggi penso che tutto questo abbia valore, ma che la vera felicità sia un’altra cosa: è poter tornare a casa e sentire di essere esattamente dove voglio essere, senza dover dimostrare nulla a nessuno. È fatta di momenti semplici, di persone con cui posso essere completamente me stessa, di risate, di serenità e della libertà di scegliere ciò che mi fa stare bene.
Credo che la felicità non sia avere una vita perfetta, ma riuscire ad amare la propria vita anche nelle sue imperfezioni. E soprattutto, non perdere sé stessi mentre si cerca di raggiungere tutto ciò che si desidera .


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