
“Dottore, è quasi sempre di notte. Sto dormendo tranquillo e all’improvviso mi sveglio con un dolore fortissimo al polpaccio. Mi devo alzare dal letto perché sembra che il muscolo si sia annodato.”
È una delle domande che ascolto più frequentemente durante i mesi estivi, ma non solo. A farmela sono persone molto diverse tra loro: chi lavora molte ore in piedi, chi cammina tanto, chi pratica sport solo nel fine settimana e anche chi conduce una vita piuttosto sedentaria.
Qualche giorno fa è entrata in farmacia una parrucchiera. Trascorre quasi tutta la giornata in piedi, si muove continuamente da una cliente all’altra e, quando arriva la sera, sente le gambe pesanti. Mi racconta che il problema è iniziato da qualche mese.
“Durante il giorno sto abbastanza bene. Ma la notte, all’improvviso, il polpaccio si blocca. Il dolore è così forte che devo alzarmi, camminare e massaggiarlo prima che passi”.
Le chiedo quanto beve durante la giornata, se la sera sente anche le gambe più pesanti del solito. Annuisce immediatamente. Quella risposta mi fa capire che il crampo, molto probabilmente, non è il vero problema.
Molte persone pensano che un crampo significhi semplicemente “mancanza di magnesio”. In realtà il nostro organismo è molto più complesso. Un muscolo si contrae e si rilassa grazie a un equilibrio perfetto tra sistema nervoso, circolazione sanguigna, acqua, sali minerali ed energia cellulare. Basta che uno solo di questi elementi inizi a funzionare meno bene perché il muscolo diventi più facilmente irritabile. Il polpaccio, più di altri muscoli, lavora continuamente senza che ce ne rendiamo conto. Ogni passo che facciamo, ogni volta che ci alziamo in piedi, ogni volta che restiamo fermi a lungo, entra in azione per sostenere il peso del corpo e favorire il ritorno del sangue verso il cuore. Per questo motivo viene spesso definito una vera e propria “pompa venosa naturale”. Quando durante la giornata beviamo poco, sudiamo molto, rimaniamo molte ore in piedi o seduti oppure la circolazione rallenta, questo muscolo è costretto a lavorare in condizioni meno favorevoli.
Con il passare delle ore aumenta la fatica e, se si aggiunge anche una lieve alterazione dell’equilibrio dei sali minerali o una ridotta idratazione, il muscolo può reagire con una contrazione improvvisa e involontaria.
Ed è proprio durante la notte che questo accade più facilmente. Il corpo si rilassa, cambiano i segnali nervosi diretti ai muscoli e quel polpaccio che ha lavorato per tutta la giornata mostra improvvisamente tutta la sua fatica. Perché il nostro corpo parla molto prima che compaia una malattia. E i crampi notturni sono spesso uno di quei piccoli segnali che ci invitano a prenderci cura dell’idratazione, della circolazione e dell’equilibrio del nostro organismo, invece di limitarci a spegnere il sintomo quando ormai ci ha già svegliati nel cuore della notte.
Il crampo è il risultato finale di un muscolo che, per diverse ragioni, è diventato più “irritabile”. Se durante la giornata abbiamo bevuto poco, perso molti liquidi con il caldo o con la sudorazione, lavorato per ore in piedi oppure siamo rimasti troppo tempo seduti senza muoverci, il polpaccio arriva alla sera già affaticato. In queste condizioni basta un piccolo stimolo perché il muscolo si contragga in modo improvviso e doloroso.
Anche la circolazione ha un ruolo fondamentale. Il polpaccio funziona come una vera pompa che aiuta il sangue a risalire verso il cuore. Se questa pompa lavora male, perché ci muoviamo poco o perché trascorriamo molte ore immobili, il muscolo riceve meno ossigeno e tende ad affaticarsi più facilmente. Ecco perché chi soffre di gambe pesanti o di insufficienza venosa racconta spesso di avere anche crampi notturni. L’idratazione è un altro aspetto spesso sottovalutato. Molte persone sono convinte di bere abbastanza, ma quando faccio qualche domanda mi accorgo che spesso non raggiungono nemmeno un litro d’acqua al giorno. Nei mesi estivi, o in chi assume farmaci diuretici, questa carenza può diventare ancora più evidente. Un organismo poco idratato rende più difficile il corretto funzionamento delle cellule muscolari.
Esistono poi situazioni che meritano maggiore attenzione. Alcuni farmaci, come i diuretici o le statine, possono favorire la comparsa dei crampi in alcune persone. Anche alcune condizioni metaboliche o vascolari possono manifestarsi con questo sintomo. Per questo motivo, quando i crampi sono molto frequenti, interessano sempre la stessa gamba, compaiono anche durante il giorno o sono associati a gonfiore, dolore persistente o debolezza muscolare, è importante parlarne con il proprio medico per individuarne la causa.
Quando il problema è legato allo stile di vita, il primo trattamento è spesso il più semplice: bere regolarmente durante tutta la giornata, aumentare l’apporto di liquidi quando fa caldo, fare qualche minuto di stretching dei polpacci prima di andare a dormire e camminare ogni giorno per riattivare la pompa muscolare. Sono piccoli gesti che, ripetuti con costanza, possono ridurre sensibilmente la frequenza dei crampi. Se dall’anamnesi emerge un aumentato fabbisogno o un apporto insufficiente, anche il magnesio può rappresentare un valido supporto, soprattutto nei periodi di intensa sudorazione o di maggiore affaticamento muscolare. In alcuni casi può essere utile associarlo al potassio, ma questa scelta deve essere personalizzata, perché non tutte le persone hanno le stesse necessità. Quando prevale una componente di insufficienza venosa, può essere utile valutare anche sostanze come diosmina, esperidina, centella asiatica, vite rossa o rusco, sempre nell’ambito di una consulenza personalizzata.
Negli anni ho imparato che il corpo raramente ci manda un segnale isolato. Chi soffre di crampi notturni spesso racconta anche di gambe pesanti, scarsa idratazione, stanchezza a fine giornata o lunghi periodi trascorsi in piedi. Mettendo insieme tutti questi elementi, il sintomo acquista finalmente un significato.
Se anche tu soffri spesso di crampi ai polpacci, non accontentarti di cercare un rimedio per il dolore. Passa in farmacia o parlane con il tuo farmacista di fiducia. Insieme possiamo capire se il problema nasce da una semplice disidratazione, da un aumentato fabbisogno di sali minerali, da una circolazione che ha bisogno di essere sostenuta o da una condizione che merita un approfondimento. Perché il mio lavoro, come Farmacista di Famiglia, non è soltanto alleviare un sintomo, ma aiutarti a comprenderne la causa per prevenirne il ritorno.


