
Due anni di lavori, un finanziamento PNRR di 6 milioni e 300mila euro e una profonda trasformazione delle infrastrutture irrigue consortili. Il Consorzio di Bonifica Vallo di Diano Tanagro ha portato a conclusione un importante progetto di ammodernamento, efficientamento e ottimizzazione degli impianti irrigui destinato a migliorare la gestione della risorsa idrica, ridurre gli sprechi e offrire alle aziende agricole strumenti tecnologicamente avanzati.
Da pochi giorni sono stati approvati anche gli atti di rendicontazione. Alla realizzazione hanno partecipato quattro imprese, impegnate in lavorazioni di diversa natura e specializzazione, con un ruolo prevalente della ditta Marco Polo.
Il risultato è un sistema irriguo profondamente rinnovato, capace di rispondere alle esigenze dell’agricoltura contemporanea e, soprattutto, alle nuove condizioni imposte dai cambiamenti climatici.
A illustrare gli interventi e le prospettive che si aprono per il territorio è il presidente del Consorzio, Beniamino Curcio. “Abbiamo completato un progetto molto articolato e importante – sottolinea Curcio – portando a termine tutte le azioni nei tempi che ci erano stati assegnati. Abbiamo fornito ai nostri agricoltori uno strumento moderno, trasformando un modello tradizionale di irrigazione in un’infrastruttura intelligente, capace di garantire un servizio più efficiente e puntuale e di rispondere alle nuove sfide che abbiamo davanti”.
Il progetto nasce dalla necessità di ripensare le strategie irrigue in un contesto caratterizzato da periodi siccitosi sempre più lunghi e caldi, alternati a precipitazioni intense e concentrate. Una situazione che riguarda anche il Vallo di Diano.
“Nei periodi di maggiore emergenza – spiega il presidente del Consorzio di Bonifica – siamo arrivati a immettere nella rete irrigua anche 9 o 10 milioni di metri cubi d’acqua prelevati dai corpi idrici naturali. Non possiamo permetterci il lusso di sprecare una risorsa così preziosa. Dobbiamo cambiare approccio, imparare a conservarla e a utilizzarla meglio, seguendo i principi del risparmio idrico ed energetico”.
Gli interventi hanno interessato innanzitutto le quattro principali sorgenti gestite dal Consorzio: quella di Riofreddo di Buonabitacolo, le due sorgenti di Sassano e quella di San Giovanni in Fonte, tra Sala Consilina e Padula. Nelle opere di captazione di Riofreddo e Sassano sono state ammodernate le gallerie filtranti, restaurate le strutture, rivestite le pareti con una malta speciale, rifatti gli impianti elettrici e rinnovati i sistemi di pompaggio, con l’installazione anche di dispositivi di videosorveglianza. Si tratta di opere fondamentali, dalle quali proviene l’acqua immessa negli impianti irrigui consortili.
Una parte significativa del finanziamento ha riguardato la rete irrigua consortile, estesa per circa 235 km, dei quali 57 di adduzione. Sono state sostituite diverse tratte di condotta deteriorate, alcune delle quali risalenti a 50-60 anni fa, per ridurre le perdite e recuperare efficienza. Sono state inoltre installate sette nuove elettropompe di rilancio, destinate a stabilizzare la pressione e limitare gli sbalzi, mentre sono in fase di completamento circa due chilomentri di nuove reti nei comuni di Sassano, Teggiano e Buonabitacolo, previsti come offerta migliorativa dell’impresa.
Tra le innovazioni più significative figura la sostituzione di 2225 gruppi di consegna, ossia gli idranti attraverso i quali le aziende agricole prelevano l’acqua necessaria all’irrigazione. I nuovi dispositivi intelligenti consentono agli agricoltori, attraverso una scheda elettronica personale, di gestire autonomamente l’erogazione, decidendo quando attivarla o interromperla.
La trasformazione introduce anche una novità sostanziale: il pagamento delle tariffe in base ai consumi effettivi, superando il precedente criterio forfettario o legato alla superficie.
“E’ una vera e propria rivoluzione – afferma Curcio – grazie alla quale oggi l’agricoltore dispone di una scheda elettronica e può decidere autonomamente quanta acqua prelevare e quando interrompere l’erogazione. Ma soprattutto ora possiamo introdurre il pagamento della tariffa a misura: non più a forfait o in base alla superficie, come avveniva in passato, ma in funzione dell’acqua effettivamente consumata”.
Il progetto ha affrontato anche una delle criticità più importanti delle infrastrutture irrigue: le perdite lungo le condotte. Attraverso il finanziamento PNRR sono state sostituite diverse tratte di condotta, con l’obiettivo di recuperare efficienza e ridurre gli sprechi.
Un altro elemento fondamentale del progetto è rappresentato dal potenziamento del telecontrollo, che consente al Consorzio di monitorare costantemente il funzionamento di pompe, idranti e serbatoi, intervenendo anche da remoto per accendere o spegnere le elettropompe e gestire il riempimento o lo svuotamento delle vasche.
Il progetto ha visto anche l’installazione di 2276 misuratori e l’estensione dei sistemi di monitoraggio e sorveglianza alle principali sorgenti, compresa quella di San Giovanni in Fonte, dove l’installazione di appositi sensori ha consentito di affrontare la criticità emersa lo scorso anno in relazione al Battistero Paleocristiano di Padula, introducendo un sistema di controllo del livello dell’acqua.
Il Consorzio di Bonifica Vallo di Diano e Tanagro compie dunque un importante passo verso un modello di irrigazione 4.0, fondato su digitalizzazione, automazione, risparmio idrico ed energetico e sostenibilità ambientale. Un risultato che rappresenta non soltanto un miglioramento tecnologico, ma anche una concreta strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.
“Abbiamo trasformato un vecchio modello tradizionale di irrigazione – conclude il presidente Curcio – in un’infrastruttura intelligente e moderna, capace di dialogare con le piattaforme aziendali e di fornire un servizio più efficiente e puntuale. Soprattutto, questo progetto rappresenta una risposta concreta ai cambiamenti climatici”.



