
Continua senza sosta e con il massimo rigore l’attività di vigilanza, controllo e prevenzione sul territorio di Capaccio Paestum.
L’azione della Polizia Municipale, diretta dal Maggiore Antonio Rinaldi, conferma la linea di forte continuità nei controlli volti alla salvaguardia dell’ambiente, del suolo e delle acque superficiali e sotterranee (con particolare attenzione al contrasto dell’inquinamento da nitrati e alla gestione dei reflui zootecnici ai sensi del D.Lgs. 152/2006).
Nell’ambito di un’articolata attività tecnica e amministrativa, gli agenti della Polizia Municipale, affiancati da ausiliari di polizia giudiziaria con il supporto delle Guardie Giurate del WWF Italia e del personale volontario del N.O.E.T.A.A. (Nucleo Operativo Ente Tutela Animali ed Ambiente), hanno condotto un’ispezione presso un’azienda agricola per l’allevamento di bovini nella zona agricola in via Varolato.
Le operazioni hanno compreso il controllo delle strutture di contenimento e stoccaggio, l’ispezione della perimetrazione e dei ricoveri animali, la verifica del rispetto dei limiti quantitativi di azoto e dei registri di spandimento, unitamente all’acquisizione di rilievi fotografici, visure catastali e camerali e riprese aeree effettuate tramite drone in dotazione alla Polizia Locale.
Nel corso del sopralluogo, eseguito anche mediante l’impiego di traccianti idraulici (fluoresceina), è stato accertato che le acque reflue di lavaggio della sala mungitura, contenenti disinfettanti e detergenti ad azione chimica corrosiva, venivano convogliate in una vasca in calcestruzzo priva di tenuta stagna e smaltite direttamente nel terreno attraverso un sistema di dispersione.
Per interrompere la condotta illecita ed evitare il protrarsi del danno ambientale gli agenti hanno proceduto alla sigillatura immediata della condotta di scarico mediante cemento a presa rapida, eseguendo contestualmente il sequestro preventivo di iniziativa dello scarico e della vasca di raccolta. Il provvedimento cautelare è stato adottato garantendo la continuità delle cure e del regolare governo dei circa 60 capi allevati, a tutela del benessere animale.
Durante l’ispezione la parte interessata non è stata inoltre in grado di esibire nell’immediatezza la documentazione autorizzativa, tecnica, sanitaria e sulla sicurezza sul lavoro obbligatoria (tra cui PUA, registri di spandimento, SCIA, piano HACCP, DVR e certificazioni veterinarie), per la quale è stato assegnato un termine di 15 giorni per la produzione formale.
L’operazione non si limita all’ambito penale per inquinamento ambientale, infatti gli atti sono stati trasmessi a tutti i servizi e agli enti di controllo preposti per le verifiche di rispettiva competenza.




