
Questa mattina, nel corso delle celebrazioni del Giorno della Memoria, nella cripta della Cattedrale Santa Maria della Pace a Campagna è stata conferita una medaglia d’onore alla memoria di Antonio Di Miele di Sassano alla presenza del Prefetto di Salerno Francesco Esposito. L’onorificenza, concessa dal Presidente della Repubblica, mira ad onorare quanti furono catturati e deportati dai nazisti nei lager tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
Gli Internati Militari Italiani (IMI) furono circa 650mila, alcuni dei quali protagonisti di particolari eventi narrati nei libri di storia. E’ il caso di Antonio Di Miele, catturato a Roma insieme a circa 2500 carabinieri in seguito ad un’operazione del 7 ottobre 1943 con cui le SS e i paracadutisti tedeschi, su ordine del capo delle forze di occupazione nazista nella Capitale Herbert Kappler, e le Camicie Nere di Mussolini, su ordine del Ministro per la Difesa Nazionale della Repubblica Sociale Italiana Rodolfo Graziani, disarmarono migliaia di carabinieri in servizio.
Precedentemente a Napoli, nel corso di un rastrellamento degli ebrei, la città era insorta e i militari della Benemerita avevano combattuto al fianco della popolazione costringendo i tedeschi a ritirarsi. L’Arma dei Carabinieri, infatti, sfuggiva al controllo fascista, rifiutando di essere impiegata nelle esecuzioni capitali. Per questo motivo Kappler, in vista dell’operazione all’interno del Ghetto ebraico romano, aveva richiesto di neutralizzare preventivamente tutti i carabinieri in servizio nelle Stazioni della città . La mattina del 7 ottobre i militari furono arrestati e detenuti nelle caserme sotto la custodia dei paracadutisti nazisti. Poi, con l’ausilio di 30 autocarri tedeschi, furono trasportati alle stazioni Ostiense e Trastevere per essere trasferiti nei campi in Germania.
Antonio Di Miele si trovava nell’Ospedale militare quando fu catturato, per poi essere imprigionato nello Stalag VII-B a Memmingen. Vi rimase internato e destinato al lavoro coatto fino al 27 aprile del 1945, quando fu liberato dalle truppe americane, mentre ormai i suoi familiari, rassegnati, pensavano fosse morto a causa degli stenti dovuti alla prigionia nazista. Rientrò in Italia nel giugno seguente e non pensò di abbandonare la divisa, restando fedele all’Arma. Prestò servizio alla Legione Carabinieri di Napoli fino all’anno dopo.
Nel 1964 il Generale Ugo Centofanti, Comandante Militare Territoriale di Napoli, ha concesso al carabiniere di Sassano la Croce al merito di guerra per l’internamento in Germania. Oggi, dopo ben 83 anni dalla deportazione dei carabinieri romani, Giovanni, l’unico figlio di Antonio Di Miele, ha ricevuto la medaglia d’onore in memoria di quei due anni atroci di prigionia affrontati dal padre con coraggio. Quello stesso coraggio che ha contraddistinto migliaia di carabinieri internati per avere avuto la sola colpa, in quel tempo, di appartenere all’unica Forza di polizia decisa a limitare l’oppressione dei tedeschi sulla popolazione e in particolare sugli ebrei.
In rappresentanza del Comune di Sassano questa mattina era presente il consigliere Gaetano Spano, accompagnato dal Comandante della Polizia Municipale Gerardo Siani, che ha donato una targa alla memoria di Antonio Di Miele. Tra i presenti il Questore di Salerno Giancarlo Conticchio, il Vice Comandante Provinciale dei Carabinieri di Salerno, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, la Comandante della Compagnia Carabinieri di Eboli, Capitano Greta Gentili, il Comandante della Stazione Carabinieri di Campagna, Maresciallo Fabio Pignatiello, il primo cittadino Biagio Luongo, il Direttore del Museo della Memoria e della Pace Marcello Naimoli, i sindaci di Eboli e Campagna Mario Conte e Massimiliano Lanzara. La cerimonia è stata coordinata dalla giornalista Margherita Siani.






