
E’ intervenuto il medico Giuseppe Cinalli, primario di Neurochirurgia dell’ospedale Santobono di Napoli in diretta a Ore 14, su Rai 2, in merito al caso del bambino di 9 mesi giunto in ospedale a Sapri con diverse lesioni al cranio e al corpo e successivamente trasferito nel nosocomio partenopeo.
E’ una vicenda che ha sconvolto l’intera comunità del Golfo di Policastro e sulla quale sta indagando la Procura della Repubblica di Lagonegro. Il piccolo infatti è stato portato in ospedale a Sapri dalla madre, di Villammare, per via di una crisi respiratoria e nel corso della visita è emerso il quadro clinico agghiacciante.
In diretta tv ai microfoni Rai, con l’inviato Andrea Ruberto, il dottore Cinalli ha affermato: “Il bambino è arrivato già sedato e intubato perché era stato portato all’ospedale di origine in stato di incoscienza. La tac e la risonanza magnetica hanno mostrato gravissime lesioni cerebrali, emorragiche ed edematose e con segni di trombosi delle principali vene. La tac total body ha mostrato anche una frattura del femore destro e segni di frattura su tre costole“.
Pare dunque che le lesioni possano essere state provocate in momenti diversi e pare che la madre del piccolo non abbia saputo dare attualmente una risposta in merito: “Non c’è nozione di trauma né di caduta nel racconto dei genitori” ha sottolineato il primario.
“I due interventi sono serviti per stabilizzarlo, ma le condizioni rimangono estremamente delicate: le lesioni cerebrali sono purtroppo già molto gravi e molto avanzate” ha ribadito. Dal quadro clinico del bambino il medico ritiene che sia necessario effettuare un approfondimento completo per escludere “qualunque altra patologia che possa simulare o mimare un evento non accidentale”.
Ma come arriva un bambino di 9 mesi in queste condizioni in ospedale è stato il quesito che più di tutti ha fatto discutere negli studi di Ore 14. “Condivido la cautela del medico – ha sottolineato la criminologa Roberta Bruzzone – ma sento di dover osservare che una patologia di natura organica difficilmente riduce in condizioni così drammatiche dall’oggi al domani. Sono traumi, peraltro, da ciò che abbiamo appreso, che coinvolgono diversi distretti corporei e parrebbero essere di natura prevalentemente contusiva. Una patologia clinica che giustifica questo quadro non è che sia tanto facile da individuare, parrebbero maggiormente riconducibili a scenari alternativi che vi lascio immaginare abbondantemente quali siano”.
La frattura delle tre costole dunque sarebbe precedente, è stata riscontrata e non è possibile ancora stabilire quali siano le cause: “Non si può stabilire al momento con assoluta precisione la data a cui risalirebbe la frattura delle costole che, però, sembrano essere in fase di avanzata guarigione mentre la frattura del femore non lo è. Dovrebbero quindi essere tempi diversi, ma tutto ciò va comunque verificato e confermato con un’analisi specialistica successiva”.
Infine, “il quadro polmonare parrebbe essere sicuramente secondario rispetto al quadro neurologico” ha concluso il medico.
Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Vibonati Manuel Borrelli che ha affermato: “In questo momento il nostro pensiero è rivolto al piccolo Pietro affinché riesca a farcela. Siamo vicini ai medici e al personale sanitario del presidio ospedaliero di Sapri che nella giornata di ieri lo hanno preso in carico e a quelli del Santobono che stanno facendo di tutto per tenerlo in vita. Saranno le Forze dell’Ordine ad appurare quanto accaduto e a fare luce sulle reali ed effettive responsabilità”.
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