
Il Procuratore generale Ida Tortorella ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado per il 17enne di Pontecagnano coinvolto nella morte di Marzia Capezzuti, la 29enne milanese uccisa a marzo del 2022 dopo una lunga serie di violenze e sevizie e il cui corpo è stato ritrovato tempo dopo in un casolare abbandonato.
Il minorenne è stato condannato all’esito del rito abbreviato a 16 anni di reclusione perché ritenuto colpevole, insieme ai genitori Barbara Vacchiano e Damiano Noschese, del femminicidio.
Come riporta “Il Mattino”, la requisitoria è stata pronunciata ieri davanti alla Corte d’Appello sezione minorenni alla presenza del ragazzo e dei suoi legali, gli avvocati Giuseppe Russo e Luigi Capaldo. Durante l’udienza i giudici hanno accolto l’istanza difensiva che autorizza il giovane, attualmente ristretto a Nisida, a incontrare la madre, anch’essa detenuta, nonostante sia stata dichiarata decaduta dalla responsabilità genitoriale, così come il padre.
Secondo i giudici Barbara Vacchiano e Damiano Noschese non avrebbero tenuto in conto il benessere del ragazzo, ancora minorenne, rendendolo partecipe di efferati delitti. Nella motivazione della sentenza di primo grado i magistrati avevano già evidenziato il ruolo centrale di Barbara Vacchiano, della quale il ragazzo era succube. “Le condotte disfunzionali del minore – si legge – hanno comunque ricevuto rinforzo e sostegno dall’ambiente familiare disfunzionale, anaffettivo e degradato nel quale è vissuto”. Il minorenne, infatti, sarebbe stato “condizionato dalla perfida posizione dominante della madre”, ma nonostante la giovane età e la condizione familiare i giudici hanno riconosciuto un “consapevole e volontario contributo morale o materiale” al delitto.
La sua partecipazione al femminicidio, infatti, è stata ritenuta certa non solo in base alle confessioni stragiudiziali rese, si ricorda che fu il labiale del ragazzino “Amm ‘affucat” nel corso di una chiamata registrata con la sorella a incastrare la famiglia per la morte di Marzia, ma anche la precisione con cui ha descritto le fasi del delitto.
L’udienza è stata dunque aggiornata alla prossima settimana quando, dopo le arringhe dei legali che hanno richiesto una nuova perizia psichiatrica con la possibile riapertura dell’istruttoria dibattimentale, si arriverà alla sentenza. Oggi, invece, in Corte d’Assise si tiene il processo a carico dei genitori dell’adolescente.
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