Le persone sono sempre più esposte alle radiazioni mediche anche a causa del numero crescente di esami radiologici a cui si sottopongono.
La denuncia arriva dall’Aifm, Associazione Italiana Fisica Medica che ricorda che uno studio condotto dall’NCRP (National Council on Radiation Protection and Measurements) sulla popolazione americana ha evidenziato che 30 anni fa l’85% delle radiazioni a cui era sottoposto in media ciascun individuo era per oltre l’80% di origine naturale (sole, raggi cosmici, radon) e solo il 15% di origine di medica.
Oggi la quota di radiazioni mediche è salita invece al 50%.
Inoltre, evidenzia l’Aifm, “Una direttiva europea (Euratom 2013/59), che tutti gli Stati dovranno recepire a partire dal 2018, punta a ridurre l’esposizione delle persone alle radiazioni ionizzanti e ai i possibili conseguenti effetti collaterali, come l’insorgenza di tumori indotti dalle radiazioni. Dal 2018 le informazioni relative alla quantità di radiazioni somministrata alle persone negli esami medico-diagnostici saranno opportunamente registrate e riportate nel referto medico consegnato al paziente. L’obiettivo è anche ridurre gli esami non strettamente necessari, prescritti spesso nell’ambito della cosiddetta “medicina difensiva”, ovvero la pratica medica non finalizzata a diagnosi e terapia, ma orientata soprattutto alla tutela del medico”.
In Italia sono oltre 40 milioni gli esami radiologici effettuati ogni anno.
Si stima che circa il 44% di questi sia stato prescritto in modo inappropriato e non fosse strettamente necessario, ad esempio esami ripetuti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro.
L’Associazione Italiana Fisica Medica rappresenta oltre 1000 Fisici medici italiani. Negli ospedali i fisici medici hanno il compito di definire la dose corretta che da un lato consenta la buona riuscita dell’esame e dall’altro tuteli la salute del paziente da un’esposizione eccessiva alle radiazioni.
In occasione della quarta Giornata Internazionale dalla Fisica Medica, AIFM ha rilevato che oggi è possibile conciliare la qualità della diagnostica e la riduzione delle radiazioni grazie ad apparecchiature di radiologia nuove e più evolute e a metodi più efficaci di utilizzo.
Bibliografia: www.lastampa.it – www.panoramasanita.it – www.quotidianosanita.it
Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria


