Era il primo aprile del 1992 quando la docente di 35 anni di Sala Consilina Carmela Ferrari, in servizio presso la Scuola dell’Infanzia di Buonabitacolo, scomparve nel nulla tra le montagne di San Rufo. La primavera stava già facendo intravedere scampoli di bel tempo ma quel pomeriggio si trasformò in un vero incubo per l’intera comunità del Vallo di Diano. Ex scout, attiva nel volontariato, Carmela era dotata di capacità di adattamento già ampiamente sperimentate e questi particolari tennero sempre viva la speranza di un suo ritorno a casa. Invece, dopo otto mesi ininterrotti di ricerche, in cui furono coinvolti, unitamente ai tantissimi volontari, anche i Carabinieri, la protezione civile, la Prefettura, l’Esercito e la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”, tutti animati dalla speranza di ritrovarla viva, furono rinvenute alcune ossa che i successivi rilievi scientifici dimostrarono senza ombra di dubbio che appartenevano alla sfortunata docente.

Sono trascorsi 30 anni, ma quella immane tragedia rimane oggi ancora viva e forte nella memoria di quanti, fino all’ultimo, sperarono in un finale diverso. Tra i più vicini alla famiglia Ferrari, fin dal primo istante ci fu il Preside Carmelo Setaro di San Rufo. “Il ricordo di quella tragedia è ancora vivo nella mia mente – riferisce l’ex Dirigente scolastico di Sala Consilina – Io ero molto legato al padre di Carmela, il Direttore Francesco Ferrari, che per me è stato un preziosissimo punto di riferimento. Francesco mi voleva un bene dell’anima e in quella vicenda ho cercato di trasmettergli tutta la mia vicinanza ed il mio affetto. Spesso mi chiedeva di accompagnarlo sulle montagne di San Rufo per ripercorrere i luoghi dove Carmela si diresse negli ultimi istanti della sua vita e ricordo che fu proprio in occasione di queste nostre escursioni, a distanza di ben otto mesi dalla sua scomparsa, che incontrammo, sulla nostra strada, dei Carabinieri assieme all’attuale sindaco Michele Marmo che ci comunicarono la triste notizia del ritrovamento dei resti della sfortunata Carmela. Fu un momento drammatico che rimarrà per sempre scolpito nella mia mente”.

Franco Loguercio, invece, era il Dirigente della scuola di Buonabitacolo dove Carmela prestava servizio. “Ricordo ancora benissimo quei drammatici momenti – riferisce il prof. Loguercio – Ricordo che il mio amico Francesco, padre di Carmela, mi telefonò chiedendomi notizie sulla presenza a scuola della figlia. In pochi minuti venni a sapere che la figlia era assente da due giorni, senza peraltro avvertire nessuno, né le sue colleghe né la segreteria della scuola. Fatto molto strano, in quanto Carmela era una ragazza straordinaria, ligia al dovere e rispettosa dei ruoli. Assieme al segretario della scuola Mario Lombardi, che era stretto amico della famiglia Ferrari, ci mettemmo immediatamente in moto per dare il nostro contributo nella ricerca di Carmela, ma purtroppo fu tutto inutile. Ricordo addirittura che io e il segretario Lombardi ci recammo una mattina anche a Pompei, per verificare alcune testimonianze, mostrando a centinaia di persone la foto di Carmela, ma purtroppo fu tutto inutile. La scomparsa di Carmela, anche per il profondo affetto che nutrivo verso il mio amico e collega Francesco Ferrari, è stata una delle esperienze più dolorose che abbia mai vissuto. Di Carmela, di quella ragazza così buona, così dolce, così mite, rimarrà per sempre vivo in tutti noi che l’abbiamo conosciuta ed imparato a volerle bene, il suo bellissimo ricordo”.

Dal dottor Gaetano Ferrari, fratello di Carmela, raccogliamo l’invito, a nome di tutta la famiglia della sfortunata docente, di ringraziare ancora una volta tutte le tantissime persone che ci sono state vicine in quella tragica vicenda  e tutti quelli che ancora oggi, a distanza di 30 anni, continuano a conservare il ricordo della nostra carissima Carmela”.

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