Terza fiammata al Centro Olio Val d’Agri. Sindaci di Viggiano e Grumento Nova:“Gestione allegra dell’impianto”



































E’ la terza in meno di due settimane la fiammata verificatasi alle 11.45 di questa mattina presso il Centro Oli di Viggiano. La fiaccola di sicurezza si è attivata “a causa di un temporaneo stato di minima tensione registrato sull’interruttore di collegamento dell’energia elettrica dalla rete nazionale” come fa sapere Eni e ha bruciato per circa 25 minuti. Il blocco dell’impianto ha inoltre fatto tremare le abitazioni e i capannoni delle aziende limitrofe. “Durante tutta la sequenza di eventi il Centro ha operato, e continua ad operare, in condizioni di completa sicurezza” è la rassicurazione della società che gestisce l’impianto.

I sindaci di Viggiano e Grumento Nova non hanno tardato a farsi sentire e, proprio a causa della fiammata odierna, in una nota stampa hanno espresso “rammarico per una gestione allegra di un impianto così importante e catalogato dalla prefettura a rischio elevato“. “Ormai questi incidenti non accadono più in via straordinaria, ma sono eventi quotidiani. L’impressione che abbiamo – conclude la nota – che ci si trincera dietro l’interesse nazionale per interessi privati, tirando il collo ad una macchina che oltre un certo limite non può andare”.

La terza attivazione della fiaccola di sicurezza, inoltre, arriva in un momento carico di tensione e polemica. Da un lato per il breve lasso di tempo intercorso tra il primo episodio, risalente allo scorso 26 agosto, dall’altro per il neonato decreto “Sblocca Italia”, che andrebbe a bypassare le Regioni quanto all’autodeterminazione riguardo alle autorizzazioni di ricerca, e le recenti dichiarazioni del premier Matteo Renzi in merito alla presenza di “oro nero” in Lucania. “Abbiamo un sacco di petrolio in Basilicata o in Sicilia che non tiriamo su per problemi dei comitati di turno. Vorrà dire che perderò qualche voto ma la norma per sbloccare e per tirar su il petrolio in Basilicata e in Sicilia, creando posti di lavoro in Basilicata e in Sicilia e consentendo a questo paese di vincere la sfida energetica, io la faccio, anzi l’ho già fatta. Vada come deve andare” è quanto ha dichiarato il primo ministro solo due giorni fa.








– Chiara Di Miele – 


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Un commento

  1. pietro bulloni says:

    Ma chi ci campa su questo petrolio che da sempre si estrae in Italia?????

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