Morte Mastrogiovanni. Arriva la sentenza della Cassazione, condanne ridotte per medici e infermieri



























La Corte di Cassazione ha ritenuto responsabili i medici e gli infermieri del reparto psichiatrico del “San Luca” di Vallo della Lucania per il sequestro di persona, mentre ha annullato la sentenza d’appello per il reato di omicidio colposo di Franco Mastrogiovanni. Pene sospese perché inferiori a due anni di reclusione.

Per la morte del maestro elementare di Vallo della Lucania, deceduto a 58 anni dopo il ricovero forzato, conseguenza di un Trattamento Sanitario Obbligatorio disposto nei suoi confronti, la Suprema Corte ha deciso per la condanna dei medici Di Genio, Barone, Basso, Della Pepa, Mazza e Ruberto a pene ridotte, inferiori a due anni, per il sequestro di persona. Nello specifico un anno e tre mesi per Barone, Basso, Mazza e Ruberto. Per Di Genio è stata dichiarata irrevocabile la condanna per il sequestro di persona. Confermata la pena a Della Pepa. Condanna anche per 11 infermieri del reparto, assolti in primo grado. Si tratta di Maria D’Agostino Cirillo, Maria Carmela Cortazzo, Antonio De Vita, Giuseppe Forino, Alfredo Gaudio, Massimo Minghetti, Nicola Oricchio, Raffaele Russo, Massimo Scarano e Antonio Tardio (per loro pene di 8 e 7 mesi). Annullata la sentenza per Antonio Lungo essendo i reati a lui ascritti estinti per morte dell’imputato.

E’ arrivata nel tardo pomeriggio, dopo ore di Camera di Consiglio, la sentenza della Corte di Cassazione che, respingendo il ricorso presentato dagli avvocati delle parti civili, ha confermato la decisione dei giudici di primo e secondo grado. Nel primo grado sono stati condannati i medici per sequestro di persona, falso ideologico e morte in conseguenza ad altro reato, gli 11 infermieri invece erano stati scagionati. Nella sentenza di appello, invece, gli infermieri furono condannati, così come i medici, anche se con pene ridotte.







In aula tutti i familiari di Mastrogiovanni e il Comitato Giustizia e Verità. La Procura Generale aveva chiesto l’annullamento senza rinvio per gli infermieri sia per il sequestro sia per l’omicidio colposo. Per i medici invece conferma per il falso e annullamento con rinvio per il sequestro. Furono le immagini delle telecamere di videosorveglianza a mostrare come il maestro fu trattato nei quattro giorni di ricovero: legato mani e piedi al letto, digiuno e solo, senza che nessuno si preoccupasse di nutrirlo.

– Marianna Vallone –


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