La Convenzione di Istanbul è un trattato e i trattati vanno prima firmati e poi ratificati dagli Stati in modo che gli stessi siano vincolati a rispettarli. In questa Convenzione, si dice che gli Stati dovrebbero inserire nei propri codici penali una serie di reati perpetrati contro le donne: violenza psicologica, violenza sessuale, stalking, violenza fisica, stupro, matrimonio forzato, mutilazione genitale, aborto forzato, sterilizzazione, molestie sessuali. Reati aberranti, eppure ci sono Paesi dell’Ue che ritengono che non sia un atto di civiltà ratificare l’accordo! Perché è difficile metterci la faccia contro una violenza sessuale o una mutilazione genitale? Perché è difficile metterci la faccia contro un matrimonio forzato o uno stupro?”.

E’ quanto dichiarato, nella 30^ Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, dall’europarlamentare di Forza Italia, Isabella Adinolfi, da sempre sensibile a tali tematiche.

Cittadini e cittadine europei, donne, padri, oggi dovete chiedere ai vostri governi e ai politici che vi rappresentano: perché? – conclude l’eurodeputata – Il compito dei politici è quello di prendere delle decisioni e rappresentare la democrazia. E allora io voglio sapere perché ci sono Paesi europei che sono omertosi su questo trattato e se questi rappresentano davvero i valori dell’Ue”.

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