Vietri di Potenza: rientrano in Consiglio D’Andraia e Grande. Votata all’unanimità adesione al nuovo GAL





































consiglio-vietri-di-potenza-5-novembre-2018-3Dopo 170 giorni i consiglieri comunali di opposizione del gruppo “Leali per Vietri”, Giovanni D’Andraia e Carmine Grande, sono stati reintegrati nel Consiglio di Vietri di Potenza durante la seduta di ieri sera, anche a seguito della decisione del Tar del 10 ottobre che, dopo il ricorso dei due, ha ordinato il loro reintegro e ha sospeso l’efficacia della delibera di Consiglio del 17 maggio scorso, quando la maggioranza votò per la loro decadenza.

Il loro posto negli ultimi Consigli era stato occupato dai primi due consiglieri non eletti, Anselmo Papa e Francesca D’Angelo. Ha votato favorevolmente per l’annullamento della delibera la maggioranza, dopo la relazione del capogruppo Gerardo Pascaretta, mentre la minoranza si è astenuta come da dichiarazione di voto.

Ricordiamo che tutto nacque dalle due assenze consecutive, il 19 gennaio e il 16 febbraio, da parte dei due consiglieri nelle sedute consiliari. La maggioranza avviò il procedimento di decadenza perché, ritenute “assenze ingiustificate“. Ne seguì la surroga dei consiglieri Papa e D’Angelo e il ricorso al Tar dei decaduti. A seguito dell’udienza, il Tar ha emanato una ordinanza, dove si legge che 2”all’esito di una prima sommaria delibazione propria della fase camerale, il Tar ha rilevato come il ricorso appaia assistito da sufficiente fumus boni iuris“. Per il Tar, tra i vari motivi che hanno portato alla decisione, “sembra sussistere il dedotto vizio di motivazione degli atti impugnati“. Sulla vicenda il Tar, però, entrerà nel merito il 9 maggio 2019.




Durante il Consiglio è stata votata all’unanimità anche l’adesione del Comune al costituente GAL (Gruppo di azione locale) per l’Area territoriale Basilicata Nord Occidentale Basento Camastra. Non sono mancati in conclusione i toni alti, quando il sindaco ha comunicato riguardo il rinvio a giudizio del consigliere Grande nell’ambito di una indagine della Procura di Roma. A tal proposito, Grande ha sottolineato che “non c’è stata nessuna truffa e i fondi ci sono, non è sparito niente“, mentre Giordano, nel chiedere le sue dimissioni, cadute nel vuoto, ha ribattuto sostenendo il contrario e che per “rispetto dei cittadini si dovrebbero ammettere le responsabilità e dimettersi“.

– Claudio Buono –

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