Una nota stampa, a firma del giovane Emanuele Scifo, il 33enne di Battipaglia che, a causa di una rara malattia, necessita di un trapianto multiorgani da effettuarsi presso un ospedale di Miami dal costo di circa 1 milione di dollari, chiarifica l’attuale situazione del ragazzo in merito alla possibile partenza per gli States in vista dell’intervento.

Mi trovo costretto a rettificare quanto pubblicato da alcune testate giornalistiche in questi giorni- scrive Emanuele – Purtroppo non sono ancora partito e la data di partenza è un grosso enigma perché si deve sopperire ad alcune importanti mancanze. Per amore di chiarezza e affinchè non si creino equivoci, fraintendimenti e falsi scoop specifico la mia attuale situazione. Innanzitutto per ottenere il visto occorre la traduzione ufficiale della delibera dell’ASL, dopo la quale la Regione Campania, ente finanziatore, si deve mettere in contatto con la struttura ospedaliera di Miami per  prendere accordi sul prezzo di visita, esami, controlli, degenza ed operazione“.

A Miami – continua Scifo – vogliono,  secondo l’ufficio consolare, solo un bonifico parziale,  il resto lo devo pagare io al momento del ricovero, quindi il bonifico non andrà fatto alla struttura ospedaliera di Miami, ma a me. Inoltre il funzionario mi ha detto che se non sono presenti sul mio conto le coperture economiche, compreso il saldo dell’intervento, all’arrivo, allo scalo di Miami, gli USA non accetteranno il mio ingresso. Un fattore importante riguarda, appunto, la garanzia bancaria anch’essa da esibire con lettera tradotta all’ospedale ed al controllo dell’aereoporto di Miami“.

Sistemate queste pratiche burocratiche,  l’ente finanziatore deve contattare la struttura ospedaliera di Miami per organizzare la visita e stabilire un mio rientro immediato oppure un inserimento diretto in  lista e quindi la mia permanenza lì. Dovremo, quindi, conoscere la tempistica e contattare  l’equipe chirurgica, stabilendo al mio arrivo la presenza di un interprete in ospedale” si legge nella nota stampa.

Il funzionario – continua –  mi faceva presente che da parte dell’ente finanziatore, a causa di insufficienza fondi, si potrebbe anche richiedere la permanenza in Italia, in attesa di ulteriore disponibilità economica, vista la mia doppia iscrizione, previo accordo con i chirurghi americani ed italiani“.

Faccio, quindi, non senza sofferenza, nuovamente appello alla solidarietà dei cittadini, con i quali ho un infinito debito di riconoscenza e affetto e li invito a non fermarsi con la raccolta di solidarietà per evitare la vanificazione di un diritto alla salute che non è solo quello del sottoscritto, ma è un diritto ed una lotta civile ed umana. Spero, appunto, che nessuno debba rivivere questa mia odissea – è l’appello finale di Emanuele Scifo –  Gli ultimi controlli effettuati in data 19 agosto 2014 presso l’ospedale Sant’Orsola a Bologna hanno evidenziato che il mio stato di salute è in via di peggioramento ed il tempo stringe. Sarà mia cura, tramite comunicato stampa, avvisare con felicità della mia partenza quando sarà imminente e sicura“.

– redazione – 


 

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