Un’operazione del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, unità delle Fiamme Gialle specializzata nelle investigazioni tecnologiche, dopo un attento monitoraggio della Rete, ha portato all’individuazione di 128 siti web esteri, situati principalmente in Usa, Gran Bretagna, Russia, Ucraina e Malesia, ma che effettuano operazioni commerciali in Italia, dove vengono venduti medicinali online soggetti a prescrizione medica. Oltre 50 i siti che vendono farmaci destinati a risolvere patologie fisiche (Sildenafil, Viagra), una quarantina quelli dediti alla commercializzazione di farmaci con composti anabolizzanti (Dianabol, Stanozol, Boldenodrol), ulteriori risorse web che promuovevano la vendita di farmaci eutanasici (Nembutal, Barbital) o contenenti sostanze oppiacee (Fentanil, Bromadol, Roxicodone).

L’analisi delle vetrine virtuali esaminate ha permesso di riscontrare, in alcuni casi, la possibilità di operare pagamenti in Bitcoin, la valuta virtuale che consente l’effettuazione di transazioni finanziarie in forma anonima. L’operazione di servizio del Nucleo Speciale, che si inquadra nella più ampia azione di monitoraggio che il Corpo svolge a margine del Progetto Pangea di Interpol, effettuata con il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma e del Procuratore Aggiunto Nunzia D’Elia, ha permesso di riscontrare condotte di reato previste dal Decreto Legislativo 219 del 24 aprile 2006 puniti con la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Tali norme sanzionano la messa in vendita al pubblico, abusivamente, di medicinali soggetti a prescrizione medica, attraverso i servizi a distanza della società dell’informazione.

I siti web sono stati sottoposti a sequestro preventivo dalla Procura della Repubblica di Roma, inibendo così la vendita. L’acquisto di medicinali al di fuori dei circuiti ufficiali pone in serio rischio la salute di chi usa questi prodotti poiché non sono certificati dalle strutture sanitarie a ciò deputate e possono risultare alterati o modificati rispetto agli originali oppure contenenti percentuali di principio attivo non autorizzate nel nostro Paese. Senza dimenticare che tale attività finisce, poi, per finanziare le organizzazioni criminali.

– Chiara Di Miele –

 


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