Anche la salsiccia e la soppressata del Vallo di Diano entrano nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, conquistando un riconoscimento nazionale “espressione del patrimonio culturale italiano”, secondo una definizione dello stesso Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Un progetto partito dalla Comunità Montana Vallo di Diano e andato in porto con il decreto del 5 giugno 2014. 

Si tratta della quattordicesima revisione dell’elenco e, su proposta dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, della nostra Regione entrano a far parte della lista altri 44 prodotti, diventando così complessivamente 429. Il riconoscimento in questa categoria implica una maggiore attenzione verso l’attività di recupero dei prodotti in questione. Pertanto vengono individuate specifiche deroghe sanitarie per mantenere in vita le peculiarità dei processi produttivi tradizionali, permettendo ai produttori di conservarle e praticarle nella massima sicurezza per i consumatori. Queste deroghe vengono, infatti, individuate e condivise con la collaborazione tra le Asl e l’Assessorato alla Sanità.

 ” Chi entra a far parte di questo elenco deve sottostare a delle regole rigidissime imposte dal disciplinare di produzione” dichiara Carmine Lisa, Presidente dell’Associazione Presidio “Soppressata e Salsiccia del Vallo di Diano”, che prosegue definendo tale riconoscimento ” l’inizio di un cammino che può portare ad un importante indotto, con notevoli vantaggi economici. Viene ripristinata, infatti, una filiera che va dalla produzione di foraggio alla trasformazione del prodotto.” 

“Con grande soddisfazione raccogliamo questa vittoria” ha dichiarato Raffaele Accetta, Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano,”un percorso portato avanti con tenacia dal professore Paolo Gallo.”

– Tania Tamburro – 


 

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