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	Commenti a: Il Vallo di Diano e la &#8220;deliberite&#8221;. Quando deliberare non ha prodotto il risultato sperato	</title>
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		Di: Franco Iorio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franco Iorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 16:35:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti ed elogi a Erminio Cioffi per questo articolo brillante e ironico insieme, che tanta triste verità dice su questa landa sconsolata nella quale viviamo. La &quot;deliberita&quot;, parole nuova, come malattia riconducibile a patologia di una classe politica dirigente che ritiene di risolvere i gravi e annosi problemi del Vallo di Diano &quot;facendo voti&quot;. Magari all&#039;unanimità. Così potrà dire alla propria coscienza (sic) e all’elettorato di avere assolto il dovere di buoni amministratori della res publica. E ci sarebbe da ridere se non fosse da piangere sulla vicenda della tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro, tacendo su altre ancora più dolorose. Un Comitato che lotta disperatamente per rinverdire quel &quot;taglio del ramo secco&quot; incapace di comprendere che dal 1987 a oggi il Vallo di Diano è stato mutilato di ben altri organismi e istituzioni. La sua gente privata di servizi e di aspettative. Punto diritto sul nervo scoperto: un partito, il Pd, alla deriva: senza uomini, senza idee, senza progetti. L’ultimo caso emblematico: Il Consorzio di San Rufo, divenuto il “cancro” del tessuto politico e sociale dei Comuni associati. Tutti o quasi governati dal Pd. Ora l’un contro l’altro armati perché si accorgono, troppo tardi, di essere ostaggi di un &quot;maneggione&quot;. Refrattario, con il placet inconsapevole credo degli amministratori, alla incompatibilità prevista dalla Legge (elle maiuscola) circa il divieto di incarichi dirigenziali a soggetto in quiescenza. E’ stato e rimane il “custode” di quello statuto del 1972 e l’interprete unico capace di mandare i Comuni in dissesto. Ne parleremo in appresso e magari nascerà un altro “comitato”… E chissà se ci sarà ancora qualche romantico che parlerà della ferrovia… o magari della “città Vallo”!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti ed elogi a Erminio Cioffi per questo articolo brillante e ironico insieme, che tanta triste verità dice su questa landa sconsolata nella quale viviamo. La &#8220;deliberita&#8221;, parole nuova, come malattia riconducibile a patologia di una classe politica dirigente che ritiene di risolvere i gravi e annosi problemi del Vallo di Diano &#8220;facendo voti&#8221;. Magari all&#8217;unanimità. Così potrà dire alla propria coscienza (sic) e all’elettorato di avere assolto il dovere di buoni amministratori della res publica. E ci sarebbe da ridere se non fosse da piangere sulla vicenda della tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro, tacendo su altre ancora più dolorose. Un Comitato che lotta disperatamente per rinverdire quel &#8220;taglio del ramo secco&#8221; incapace di comprendere che dal 1987 a oggi il Vallo di Diano è stato mutilato di ben altri organismi e istituzioni. La sua gente privata di servizi e di aspettative. Punto diritto sul nervo scoperto: un partito, il Pd, alla deriva: senza uomini, senza idee, senza progetti. L’ultimo caso emblematico: Il Consorzio di San Rufo, divenuto il “cancro” del tessuto politico e sociale dei Comuni associati. Tutti o quasi governati dal Pd. Ora l’un contro l’altro armati perché si accorgono, troppo tardi, di essere ostaggi di un &#8220;maneggione&#8221;. Refrattario, con il placet inconsapevole credo degli amministratori, alla incompatibilità prevista dalla Legge (elle maiuscola) circa il divieto di incarichi dirigenziali a soggetto in quiescenza. E’ stato e rimane il “custode” di quello statuto del 1972 e l’interprete unico capace di mandare i Comuni in dissesto. Ne parleremo in appresso e magari nascerà un altro “comitato”… E chissà se ci sarà ancora qualche romantico che parlerà della ferrovia… o magari della “città Vallo”!</p>
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