In arrivo le risorse per la realizzazione dei centri anti-violenza sulle donne. Qualche giorno fa, la Regione Campania ha pubblicato la cifra e le modalità di intervento per la  realizzazione di questi progetti,  rispondendo al crescente bisogno di agire direttamente sui territori per prevenire e contrastare episodi di abusi. Sono stati individuati 4.500.000,00 € da ripartire con gli Ambiti Territoriali, d’intesa con i Distretti Sanitari di riferimento, per investire nella realizzazione di Centri anti-violenza o per il potenziamento di centri già esistenti. Anche il Piano Sociale di Zona S4 è coinvolto nell’iniziativa, abbiamo incontrato il responsabile dott. Antonio Florio.

D. – La Regione ha legiferato su un tema rovente, dando agli ambiti territoriali un ruolo determinante. Vi sentite pronti?

R. – “Abbiamo avuto un incontro che ha coinvolto il segretariato sociale e il centro famiglia del piano sociale, da questo confronto è nata una bozza di progetto che coinvolge due nostre psicologhe: Pina Isoldi e Rosaria Grassi. A breve visiteranno dei centri di ascolto già avviati in altre realtà nazionali per fare formazione sul campo e gettare le basi per un’iniziativa ben più ampia. In realtà abbiamo fatto già delle esperienze attraverso il centro famiglia, ma ora le azioni richieste vanno verso un riferimento mirato direttamente alle donne vittime di violenza, pertanto è opportuno gettare fondamenta forti per costruire sopra una struttura solida. Vogliamo, inoltre, recuperare delle risorse per mantenere in vita questo sistema integrando al meglio il servizio classico del segretariato sociale e quello più specifico del centro anti-violenza”

D. – Sul piano pratico come vi state muovendo?  

R. – “Vogliamo creare una struttura transitoria che possa allontanare le donne dal luogo fisico che le minaccia. Stiamo cercando un posto sicuro e dotato di videosorveglianza, collegato alle forze dell’ordine dove poter accogliere le donne per dare risposte immediate. Contiamo in questo modo di garantire protezione e mezzi per il reinserimento. Nel frattempo, abbiamo sottoscritto un accordo con l’Asl individuando delle figure sanitarie che possano lavorare in sinergia con le figure professionali del centro di ascolto”

D. – Da dove iniziare?

R. – “Dalla formazione degli operatori. Chi è chiamato ad approcciare queste situazioni deve avere una particolare e specifica formazione, si tratta di utenza particolare e delicata. Il nostro personale deve essere qualificato per affrontare situazioni delicate anche sul piano di substrati culturali profondamente diversi”

D. – Quanta necessità ha il territorio dei centri antiviolenza sulle donne?

R. – “Ci sono  molte donne che non escono allo scoperto perché non hanno riferimenti o il giusto sostegno nel territorio. Un conto è poter offrire finalmente un servizio vicino casa, altra cosa è telefonare ad un operatore nazionale. Contiamo di partire a breve, entro gli inizi di marzo tireremo fuori il nostro progetto da presentare alla Regione Campania”.

– Tania Tamburro – 


 

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