https://farm9.staticflickr.com/8765/18146396102_69334a2c89_z.jpgSi fa chiamare da tutti con il predicato d’onore “don”, in molti pensano che sia un sacerdote e in nome di quel “titolo” chiedeva anche offerte a sacerdoti e a qualche fedele per pagarsi l’affitto della casa.

Si tratta di un 31enne del Vallo di Diano che qualche anno fa era entrato nel seminario metropolitano “Giovanni Paolo II” di Pontecagnano e che venne poi allontanato dallo stesso per motivi che ancora oggi non sono stati resi noti.

Il 31enne, che tutti credono un prelato, aiutava vari sacerdoti nelle attività parrocchiali, come servire la Santa Messa, attività di catechismo e incontri con i giovani ed adulti. Il “finto prete”, con i suoi modi di fare sempre gentili, è entrato sin da subito nel cuore dei tanti fedeli, soprattutto degli anziani, che si recavano in chiesa per partecipare alle varie Celebrazioni Eucaristiche.

Secondo indiscrezioni, pare che in una riunione, alcuni sacerdoti abbiano lamentato con il vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, Mons. Antonio De Luca, i comportamenti anomali e poco cristiani del 31enne. Il Pastore della Chiesa diocesana, preso atto di quanto gli è stato riferito, ha deciso di prendere provvedimenti immediati nei confronti del “falso don” per evitare che possa continuare a spacciarsi per quello che non è . Per lui, infatti, non ci saranno altre occasioni di avvicinarsi all’altare indossando l’alba, il camice bianco per servire durante la Santa Eucarestia, non potrà tenere corsi di catechesi e di incontri vari. Il 31enne non potrà più partecipare alle attività liturgiche se non come fedele laico, tra i banchi della chiesa.

Stando a quanto raccontato da un signore pare addirittura che il 31enne abbia celebrato il trigesimo di un fedele in un comune del territorio valdianese, oltre che ad esigere che venisse chiamato con il titolo di don e a chiedere del denaro a fedeli e sacerdoti.

Un fatto grave per chi crede in Dio e nella Chiesa che ha suscitato sgomento in quanti lo consideravano come uno di famiglia. “E’ venuto in casa mia – dice la signora Antonietta – mi parlava di Dio, di come affrontare la vita e mi raccontava anche dell’esperienza in seminario, di quanto gli piaceva stare a servizio degli altri. Sono dispiaciuta, ha preso in giro tutti”.

Il “finto prete” era sempre in prima linea nelle festività e nelle processioni dei Santi Patroni dei vari protettori dei comuni del Vallo di Diano, in molte parrocchie curava anche i canti, dando consigli sui brani da scegliere.

“E’ stato in mezzo a noi nel tempo di preparazione della festa in onore del nostro Santo Patrono – dice Anna, una fedele – spesso ci rimproverava perché lo chiamavamo solo con il suo nome, senza il “don”, ci diceva come dovevamo comportarci e stava sempre in sacrestia. Non trovavo mai quello che mi serviva dove io l’avevo messo, perché lui cambiava la disposizione”. “Conosco questo ragazzo da quando era in seminario – continua Luigi, un altro parrocchiano – nonostante si presentava per quello che non è, si è sempre comportato bene. L’unica cosa che gli rimprovero è la mancanza di onestà, che un cristiano, invece, dovrebbe avere”.

– Erminio Cioffi – 


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