Si è molto parlato, negli ultimi giorni, del “no” della maggioranza consiliare di Teggiano al referendum per la costituzione della “Città Vallo”, progetto relativo all’istituzione del Comune unico del Vallo di Diano a seguito della fusione dei 15 centri del comprensorio. Fusione quindi, non unione o associazione. Vuol dire che i consigli comunali si scioglierebbero, così come non esisterebbero più i singoli uffici comunali?

Ma come sarebbe organizzato il Comune di Vallo di Diano? Chi sarebbe il sindaco? Dove sarebbero destinati i dipendenti di ogni Comune? Dove avrebbe sede il Municipio? Come sarebbero gestite le imposte? I cittadini otterrebbero dei vantaggi o finirebbero per essere penalizzati?

Tante domande ma poche risposte, visto che non esiste un precedente, né proposte di fusione, che vedano interessati così tanti comuni, alcuni con più di 5mila abitanti.

La sede del Municipio sarebbe, quasi certamente, Sala Consilina, essendo il comune capofila. I restanti paesi sarebbero una sorta di grandi quartieri, ognuno con le proprie specificità.

L’essere un unico grande comune potrebbe comportare dei vantaggi dal punto di vista della promozione turistica e anche …politica. Il Vallo si “offrirebbe”, infatti, come un pacchetto unico. Senza contare la razionalizzazione dei servizi e della spesa. Dall’altra parte, tra i rischi, c’è la perdita di rappresentanza distribuita nei territori del nuovo comune e la richiesta di garanzie sulla distribuzione dei servizi.

Facendo un passo indietro, sono state circa 10mila le firme raccolte dai volontari che si sono mobilitati nelle piazze al fine di far indire il referendum e dar via al relativo iter in Regione Campania. Un referendum consultivo, senza la necessità di raggiungere il quorum del 50% più uno. Vale a dire che non conta quante persone votino, ma quello che decide la maggioranza di coloro che andranno a votare.

Per quel che riguarda le amministrazioni, i consigli comunali del comprensorio, hanno deliberato quasi tutti a favore della Città Vallo. Alcuni di essi hanno fatto intendere di essere, in un certo senso, “obbligati” a farlo, per offrire ai cittadini la possibilità di scegliere in modo democratico. Certo, però, che le incognite sono molte. E non sono legate soltanto alla caratteristiche del Comune unico ma anche alla consapevolezza dei cittadini.

Non è chiaro, infatti, quanti valdianesi siano a conoscenza di cosa prevede il progetto in questione, né a quanti davvero interessi, né tantomeno quanti di coloro che hanno firmato sappiano davvero per cosa lo hanno fatto. Perché se la maggioranza di essi ha messo la propria firma con convinzione e coscienza, altri lo hanno fatto solo perché richiesto dal parente o dall’amico di turno. Come quasi sempre succede in questi casi.

Siamo sicuri, poi, che il referendum sarebbe davvero democratico? E che sindaci e consiglieri comunali, che hanno deliberato a favore, per il referendum non si attiverebbero per far votare contro!?

Certo, sarebbe interessante analizzare gli eventuali risultati, anche per approfondire queste dinamiche. Sì, sarebbe davvero interessante…

– Cono D’Elia –


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23 Commenti

  1. si è sempre detto l’unione fa la forza. o questa regola è cambiata?

  2. Domenico Langone says:

    Non si farà mai città vallo perchè i sindaci e assessori non lasceranno mai la poltrona, quindi perchè si parla di cose che non si realizzeranno mai? Ogni settimana sentiamo notizie di questa città vallo ma nessuno dice che questi non si mettono d’accordo tra loro come il distretto sanitario,gestione dell’acqua, petrolio ecc ecc e vogliono unirsi? e poi chi ci potrebbe governare? Politici che fino ad ora hanno fatto vincere appalti a ditte casertane o napoletane? politici che da anni parlano di ferrovia ma non fanno niente? politici che hanno fatto indebitare il loro paese? ma parliamo di cose molto più serie. oppure chiedete con una telecamera nascosta cosa ne pensano realmente gli amministratori del vallo di diano. Vi leggo sempre, voi di http://www.ondanews.it siete sempre attenti a quello che fate, non vi fate maneggiare da nessuno perciò fatele ste cose, non vi fate ingannare pure voi da qualche politico che dice una cosa e poi ne fa un’altra.

    • giuseppe di mieri says:

      fondendo 15 comuni in uno solo si avrà come conseguenza che 14 poltrone da sindaco non esisteranno più… se non si realizzerà mai è solo perchè gente come te si oppone come fai tu.
      noi diciamo che questi non si mettono d’accordo, per questo li costringiamo a fondersi, “questi” dovrebbero essere dei rappresentanti, dei meri portavoce, non comandanti.
      poi potrebbe governarci chi ritiene di avere le capacità di rappresentare 60000 persone. non istituendo la città vallo i politici di cui parli resteranno lì dove sono ora e continueranno a fare come hanno fatto fino ad ora, tanto c’è qualcuno che li appoggia. il dato di fatto è: i politici dicono una cosa e ne fanno un’altra; gli scenari configurabili sono 2 o 3: 1 la città vallo non si fa e resta tutto così com’è. 2 la città vallo si fa ed i candidati continueranno ad andare casa per casa ad elemosinare un voto. 3 la città vallo si fa e subentrerà una classe politica “diversa”

      l’ultima parte non l’ho capita, chi avrebbe ingannato ondanews?

  3. Io voglio il referendum per votare NO alla città vallo! Sono di Montesano e non voglio farmi amministrare da politici che hanno fatto fallire il proprio paese come Polla (commissariata) oppure come quelli che hanno chiuso un occhio quando sono stati fatti interrare i rifiuti tossici!

  4. Come ha detto qualcuno, tante notizie in merito a Città Vallo ma poche cosa da dire. Non si è mai parlato della gestione dell’acqua. Cosa succedera’ se diventassimo un unico comune?
    Poi ci sono altri nodi da sciogliere ma nessuno ne parla, perche’?
    poi il referendum che non ha bisogno di maggioranza, che demorcazia è?

    • giuseppe di mieri says:

      -cambierà il comune di residenza riportato sulla bolletta diventando un comune unico
      -se mi dici quali nodi vuoi sciogliere ne parliamo
      -si chiama referendum consultivo ed è previsto dallo statuto della regione campania che, comunque, avrà l’ultima parola

  5. giuseppe di mieri says:

    qualcuna delle attuali amministrazioni ha in programma qualcosa per “unirsi, senza fondersi” con le altre amministrazioni? un protocollo d’intesa?
    quante persone hanno bisogno di parlare tutti i giorni col sindaco? e se l’ufficio protocolli si trasferisse su internet?
    e se rimanesse tutto come è ora? quanto tempo resisteremmo alla eni? quanto termpo sopravvivrebbero quei 4 enti che ancora riescono in qualche modo a non venir travolti dalle manie di prima donna di alcuni?(alcuni che impongono il veto appellandosi alla democrazia)
    tante domande e tante risposte, come questa di onda news, a dir poco pessime e fuorvianti: è passato circa un anno da quando abbiamo cominciato, abbiamo più volte comunicato “alla stampa” la nostra iniziativa, i propositi, la nostra visione… quante volte si è parlato di città vallo su ondanews? 3 volte, la prima per dire che erano state raggiunte le 10000 firme, la seconda per la contrarietà dell’amministrazione teggianese, e questa… evidentemente qualcuno tempo fa ha deciso che sarebbe stato “auspicabile che la gente non ne sapesse nulla”… così abbiamo iniziato ad importunare la gente davanti ai supermercati, visto che la tv non ci cacava neanche di striscio, dicendo ad ognuno, ogni volta, le stesse cose; e cioè che secondo noi la situazione di degrado ed abbandono che viviamo nel vallo di diano è dovuta proprio a questo tipo di mentalità che vuole che ognuno sia un tantino più importante e protagonista dell’altro.. così, gratuitamente.
    alla frase ipotetica “uniamo i comuni così affidiamo la gestione della illuminazione pubblica ad una sola ditta, o a più ditte minori, cerchiamo di far lavorare i paesani” la risposta è ” e il comune poi lo mettete a sala?” noi diciamo “con la città vallo si avrà un piano regolatore unico, valido per tutti nel vallo” e ci rispondono “così facendo si perderà l’identità comunale” ….. basta così sono stanco
    qui si insinua che fondendo i comuni san rufo potrebbe rimanere senza acqua…
    noi insinuiamo che unendo i comuni potremmo riavere una ferrovia decente…
    giovedì sarà nel vallo la prima commissione regionale per discutere della questione… invece di tirare l’acqua al solito mulino, perchè non fate un po’ di informazione?

    • Michele Cimino says:

      Ma quante cazzate hai sparato in questo post? Cioè secondo te se si fa la CIttà Vallo si fa anche la ferrovia? ahahahah si come no magari la costruisce babbo natale!!
      Ma per favore dobbiamo essere realisti….è una cazzata enorme e non si farà mai perchè i sindaci faranno votare per il NO.
      Tu sei di Teggiano come lo sono io, ma, eventualmente, non ti senti da fregare che il tuo sindaco sarà di Sala Consilina (o di un altro paese grande, non di certo san rufo o polla)? E noi teggianesi che ci guadagneremmo? Non credete ai posti di lavoro o ad altre stupidagini perchè se il lavoro non c’è ora, non ci sarà nemmeno dopo.
      Per i giovani il futuro non è la Città Vallo!!

      • giuseppe di mieri says:

        non lo so.. dimmelo tu quante ne ho sparate. secondo me un sindaco che rappresenta 60/70 mila persone è più influente di 15 sindaci perennemente in disaccordo… e si può, col sindaco unico, esercitare una maggiore pressione in regione

        “i sindaci faranno votare per il no”? poi io dico cazzate? ma tu sei in grado di avere una tua propria struttura di pensieri o hai bisogno di un sindaco che ti dica cosa fare? realisticamente ciò che dici non si discosta molto dalla realtà.. ma… non mi piace e non lo accetto

        io sono di teggiano e non me ne potrebbe fregare di meno se il sindaco fosse di teggiano o di sala o di afragola: a me basta che faccia quello per cui è pagato

        noi teggianesi potremmo guadagnare, ad esempio, quei 500 metri di strada che mancano per collegare l’area pip alla statale non so come si chiama, a ridosso dello svincolo di sala consilina

        nessuno mi ha promesso un posto di lavoro

        per i giovani il futuro qual è? dimmelo tu

    • Claudio Laveglia says:

      ahahahh si con la città vallo torna non solo la ferrovia, ma anche il tribunale. Magari l’ospedale di Polla diventerà il migliore della Campania e faranno anche un aereoporto. ahahahahah Peccato che queste cose ci vengono promesse da anni ma nessun politico si è mai impegnato per fare qualcosa di concreto e la situazione della ferrovia lo dimostra. Pertanto non diciamo cose assurde non crediamo a tutto ciò che ci viene raccontato!

      • giuseppe di mieri says:

        cosa ci azzecca quello che i politici fin ora non hanno fatto con questa proposta che, tra l’altro, mira anche a togliere di mezzo una buona parte dei suddetti politici?

  6. Vagabondo Vag says:

    Enrico Quaranta – chi non lo ricorda? – parlò di “utopia concreta” quando balenò l’ipotesi di un progetto capace di unificare i quindici Comuni di questa conca, cui aggiungeva quelli di Auletta, Caggiano e Salvitelle. Progetto da alcuni definito “da fantascienza” e da altri la copia in astratto della “Città del Sole” di Tommaso Campanella. Da politico di razza, egli vedeva nel concetto operativo la costituzione di una nuova realtà amministrativa avulsa dalla burocratica sudditanza della Provincia di Salerno. Erano gli ultimi anni del ’60 ma l’idea ebbe a rinsaldarsi nel 1976 con l’istituzione della Comunità Montana, nel cui programma di quell’anno si legge: “La Comunità Montana del Vallo di Diano è un raro esempio di zona veramente omogenea. Se si opera con impegno e lungimiranza si potrà veramente dare vita alla Città del Vallo di Diano”.
    “Una città organizzata in tanti quartieri quanti erano prima i Comuni” – scriveva Gerardo Ritorto, altro politico d’eccezione troppo presto mancato a questa terra, – “Una città policentrica che eliminando conseguenzialmente una periferia, non crei marginalità e che non sia, essa stessa, periferia rispetto alle aree dove si produce e si riconosce la cultura, si aggrega e si gestisce concretamente il potere”.
    “…Prima di essere un progetto urbanistico, è un “progetto percettivo” aggiungeva Paolo Portoghesi, studioso e tecnico di grande pregio, chiamato a disegnare l’architettura di quella che non doveva essere una “nuova città” ma doveva significare una risposta al grande problema del contrasto di interessi tra città e campagna.
    Non se ne fece niente, niente fu realizzato. Vogliamo trovare oggi il coraggio di dire perché, di dare una spiegazione al fallimento dell’idea? Se non lo facessimo dopo tanto tempo verremmo meno al dovere di analisi che le generazioni future hanno l’obbligo di compiere.
    Dunque, la Città Vallo non si realizzò, a mio parere, per due precise causali :
    – motivi politici
    – radicamento delle municipalità.
    CHIEDO A CHI OGGI E CREDE FATTIBILE LA “CITTA’ VALLO DI DIANO”: E’ CAMBIATO QUALCOSA?

    • giuseppe di mieri says:

      cosa intendi esattamente con radicamento delle municipalità?

      credo che oggi i politici siano molto più propensi a fare fronte comune rispetto ai tempi della dc e del pci. specialmente se non c’è berlusconi fra i piedi i nostri onorevoli hanno ben pochi argomenti da discutere e su cui essere in disaccordo

  7. Beh…fate un referendum per cacciare dal vallo quella manica di pallisti e politicanti in mala fede che non hanno fatto Niente per il territorio ..anzi che hanno permesso ai loro colleghi di un paesuncolo come vallo della lucagna di accaparrarsi la leadership in consiglio regionale. Sala e il vallo erano un gingillo di posti abitato da gente laboriosa e intelligente…l hanno trasformata in una pattumiera….Ma cacciateli via a calci nel sedere….

  8. Non è più tempo di credere alle favole,la Città Vallo ai cittadini non porterebbe nessun beneficio,ma i vantaggi andrebbero ai soliti ruffiani di turno.Non solo, c’è il rischio che molti di noi vedrebbero aumentate le tasse,per pagare i dissesti degli altri comuni.Evitiamo quindi pseudo discorsi da intellettuali e cerchiamo di essere seri una volta tanto.

    • giuseppe di mieri says:

      rocco c.? quello che va in giro a dire che città vallo significa cementificazione selvaggia?
      al momento della istituzione della città vallo verranno presi in considerazione le condizioni di debito/credito di ciascuna comunità e la migliore soluzione per inserirli in un contesto unico ed univoco… se poi sei a conoscenza di fatti che noi ignoriamo, ti prego, diccelo

  9. Salvatore says:

    Da sempre contrario a questo vecchio/nuovo strumento organizzativo della “politicuccia” locale, viene ottenuto rispolverato un progetto di 30 anni fa senza nessuna garanzia dell’efficacia. Vengono proposti come grandi vantaggi quattro cretinate che si possono ottenere, forse con più efficacia, usando solo un po’ di buon senso da parte delle varie amministrazioni esistenti. Chi mi viene a dire che tutto questo sarebbe frutto di una scelta democratica dico che di democratico in un referendum consultivo senza raggiungere la maggioranza più uno NON E’ DEMOCRATICO ma si affiderebbero le sorti di intere collettività alla mercé di inciuci politici non indifferenti. Questa modalità referendaria è l’ennesimo attacco alla libertà di espressione popolare, è l’ennesimo ESPROPRIO FATTO AI DANNI DELLA DEMOCRAZIA.

    • giuseppe di mieri says:

      garanzia? quali garanzie hai allo stato attuale? quelle 4 cretinate di cui parli che si possono ottenere, giustamente, forse con più efficacia, usando solo un po’ di buon senso da parte delle varie amministrazioni esistenti, sono proprio i motivi per i quali (secondo me) hanno diritto di esistere le istituzioni: parliamo dei beni comuni e dei servizi; edifici di importanza storica, strade, rete elettrica e idrica, ospedali, tribunali ecc o sbaglio? siccome in 29 anni non ho visto altro che tagli, decurtazioni, impoverimento generale e scaramucce, screzi, battibecchi e isterie dovute ad appartenenze politiche tra chi avrebbe dovuto favorire la coesione la coesione fra comunità quasi identiche, sono giunto alla conclusione che questo degrado sia dovuto proprio ai capricci di qualcuno, tutto per conservare l’immagine di una posizione di potere; quando ho sentito che potenzialmente il 90% dei politici e sedicenti tali sarebbe stato mandato a casa mi si è riaccesa la luce della speranza

  10. Purtroppo io sono uno di quelli che ha firmato, ma solo perche’ conoscevo delle persone. Purtroppo devo dire la verità, nessuno mi ha parlato di tutti questi problemi. Nessuno mi ha mai parlato di Ergon e Consac.

    • MIchele Barone says:

      Staremo tutti con il Consac. E il giornalista dice bene, molti sindaci faranno votare contro, anche se hanno deliberato a favore.

      • giuseppe di mieri says:

        e se l’ordinamento del nuovo comune prevedesse di privilegiare le aziende presenti nel territorio per l’erogazione di servizi al pubblico? magari con la costituzione ad hoc della ACPC? (azienda comunale pulizia cunette)
        chi l’ha detto che diventeremo proprietà di ergon e consac? se ciò è dovuto ad una offerta migliore alla gara d’appalto, cosa vi assicura che in un futuro neanche troppo remoto la gestione dei servizi vitali degli altri comuni non venga affidata alle suddette ditte?

        e il giornalista dice bene, nessun sindaco è onesto… tanto vale farsi fottere i soldi da uno solo anzichè da 15.. o no?

  11. Certo il quesito è preoccupante. Dove li mettiamo tutti questi pseudo gestori della cosa pubblica???? Per le richieste clientelari a chi ci si dovrà rivolgersi? Ci dovranno essere per forza dei bandi pubblici per i servizi visto che tutto si moltiplichera’.e poi chi più ne ha metta…..il tribunale l’ospedale i trasporti e la ferrovia.la spazzatura. I fiumi pieni di immondizia. Il territorio dove finiscono le competenze e non iniziano mai. Il consorzio di bonifica sempre senza fondi per il territorio.
    Il resto è solo retorica.

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